«Rimango esterrefatto nell’apprendere che Fidal Nautica (che non è ovviamente la Federazione Italiana di Atletica Leggera affiliata al CONI, ma semplicemente una società a nome collettivo con finalità di lucro) stia esternando ai quattro venti, compresi i quotidiani locali, presunti torti subiti da parte del Comune nella dolorosa vicenda relativa alla gestione del porto di Capodimonte, cittadina che mi onoro di rappresentare in qualità di sindaco.

Il fatto – scrive Mauro Fanelli, Sindaco di Capodimonte – è che detta società, cui è stato affidato in concessione il porto dal lontano 2007 con un canone non certo esoso di euro 46.350,00 rispetto allo sviluppo che nel frattempo ha avuto il porto con poco meno di 400 posti barca e che usufruisce di una proroga fino a fine 2020, grazie ad una norma nazionale prevista per le concessioni balneari marittime, è da tre anni che fa torto, non alla mia amministrazione, ma all’intera cittadinanza di Capodimonte, non versando più il canone e avendo accumulato un debito pari a euro 178 mila.

Ora i due soci la mettono pure sulla politica, richiamando elezioni comunali imminenti, come se mettere in difficoltà finanziarie un piccolo comune, sia frutto di una contesa politica nei confronti di una parte, piuttosto che un grave affronto ai concittadini, che indirettamente ne soffrono in termini di minori servizi offerti a fronte di così gravi perdite per le casse comunali.

A giustificazione di tale condotta la Fidal ha frapposto argomenti pretestuosi e strumentali (situazione di squilibrio economico-finanziario smentita dal completo esaurimento dei posti barca disponibili con la chiusura del porto di Marta, incertezza sul soggetto destinatario del canone peraltro smentita dalla Regione Lazio e dal fatto che il contratto è stato sottoscritto con il Comune, ovvero inesistenti inadempimenti extracontrattuali da parte del Comune) che non hanno fatto altro che confermare la volontà della concessionaria di sottrarsi al prioritario obbligo di pagare il canone.

Di fronte al rifiuto della società sono stati vani gli incontri messi in atto per arrivare a una soluzione bonaria della controversia (fatto salvo l’interesse pubblico a percepire i canoni arretrati), tant’è che il Comune è stato costretto a una dolorosa risoluzione per grave inadempimento della convenzione di concessione con effetto dal 31 dicembre 2018, che ha già superato il vaglio di un pronunciamento dell’autorità giudiziaria a nostro favore.

Certamente l’apertura del porto relativo alla stagione estiva imminente presenta qualche tortuosità, soprattutto dovuto al comportamento dell’ex gestore che frappone difficoltà di ogni ordine, che si sarebbe evitata solo con il soddisfacimento del credito da noi vantato. Cercheremo in ogni modo di risolvere la questione a benefico della cittadinanza locale. Ma certamente non accettiamo lezioni di diritto su come procedere a un nuovo affidamento sulla base del Codice dei Contratti Pubblici, soprattutto da parte di chi, avendo già intascato alcuni canoni per l’anno 2018, non presenta nessun reale intendimento volto alla restituzione di quanto trattenuto, non si sa a quale titolo».

 

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