In occasione della terza giornata del Geniere, a Capodimonte, l’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Mario Fanelli ha programmato il  conferimento della cittadinanza Onoraria al Generale Giampaolo Mirra  comandante del Comando Genio.

Il conferimento conferma il legame tra l’Arma del Genio e la comunità capodimontana che per oltre tre decenni ha avuto l’onore di ospitare i campi di addestramento militare approntati dall’allora scuola del Genio oggi comando Genio dell’esercito Italiano.

I Genieri a Capodimonte scolgevano intensi cicli addestrativi e la comunità accoglieva con orgoglio la presenza del personale militare che, nello svolgere l’attività, in svariate occasioni ha lasciato traccia di vere e proprie opere di ingegneria infrastrutturale con l’ammodernamento e il consolidamento della viabilità rurale, la messa in sicurezza di zone franose e il rifacimento di canali di scolo.

Tali interventi, fruibili ancora oggi, hanno reso agevoli le comunicazioni e i trasporti soprattutto in ambito produttivo, agricolo e rurale. Ma i Genieri non si sono limitati a ciò infatti il loro addestramento prevedeva anche l’impiego di mezzi navali con i quali veniano effettuate delle esercitazioni di sbarco sull’Isola Bisentina  per simulare interventi di soccorso e  altro, a tale attività del Genio la Rivista Militare dedicò la copertina realizzata da Giancarlo de Zanet che per giorni seguì l’attività dei genieri documentandone fotograficamente l’attività.

Al termine della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria , tenutasi nella sala Consigliare del Comune, le autorità  civili e militari presenti, accompagnate dalla banda musicale dei Granatieri di Sardegna si sono recate presso il monumento ai Caduti  in  Piazza Umberto I  dove è stata deposta  una corona d’alloro a ricordo dei Caduti di guerra della comunità capodimontana.

Oltre al generale Gianpaolo Mirra, erano presenti  il  presidente dell’amministrazione provinciale Alessandro Romoli, il questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia, e numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni della nostra provincia nonché un nutrito gruppo di ex allievi ufficiali di complemento riunitisi nella compagnia d’onore “Ettore Rosso” Medaglia d’Oro al Valore Militare. Rosso fù Ufficiale di complemento, al momento dell’armistizio era inquadrato – al comando di un plotone di guastatori dell’84° battaglione misto del Genio – nella Divisione corazzata “Ariete” e il 9 settembre 1943 fu incaricato di predisporre sulla  Cassia, a Monterosi, uno sbarramento minato, per impedire l’avanzata sulla Capitale della 3a Divisione tedesca “Panzergranadieren”. Rosso e i suoi uomini  ricevettero l’intimazione dai tedeschi  di lasciare libero il passo entro 15 minuti, il sottotenente, anziché ritirarsi, con l’aiuto di quattro genieri (Pietro Colombo, Augusto Zaccani, Gino Obici e Gelindo Trombini), che si erano offerti volontari, disposero gli autocarri carichi di mine attraverso la strada per bloccare il passaggio e, allorché i tedeschi cominciarono ad avvicinarsi fece saltare gli automezzi carichi d’esplosivo, sacrificandosi con i suoi genieri. La colonna tedesca subì perdite tanto gravi (pure il suo comandante saltò per aria), che fu costretta a ritirarsi, anche per l’intervento di altri reparti dell'”Ariete”. Sul luogo della morte dei cinque genieri, a Monterosi è stato eretto un Sacrario che ne ricorda il sacrificio per la difesa di Roma.

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