È stato presentato sabato scorso, a Capranica, nella chiesa di San Francesco, su iniziativa del consigliere comunale Francesco Virgili, il libro dal titolo “Le Marocchinate, cronaca di uno stupro di massa”, scritto da Emiliano Ciotti, presidente dell’associazione nazionale vittime delle marocchinate. Il pomeriggio ha visto la presenza di un folto pubblico e la presentazione è stata curata da Anastasia del Corso.

Nel libro sono pubblicati i documenti ufficiali dell’epoca sulle violenze compiute dai militari inquadrati nel Corpo di Spedizione Francese, composto da marocchini, tunisini, algerini e senegalesi.

“Sono nipote di Anastasio Gigli – ha esordito Ciotti – un ragazzo che fu massacrato dai coloniali francesi nel 1944. In Ciociaria e in parte della provincia di Latina questa soldataglia si scatenò contro la popolazione civile. Ma colpirono anche in Sicilia, Campania, Lazio e Toscana. Gli alti comandi alleati erano a conoscenza di quanto combinavano i loro militari, per questo chiediamo da tempo la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su queste violenze. Personalmente ho presentato due denunce alla procura militare che ha avviato un’indagine. Quando ho letto le testimonianze delle donne violentate – ha concluso commosso – ho pianto pensando a quante sofferenze hanno dovuto patire.”

Il senatore Ferdinando Signorelli ha raccontato di quando era medico a Viterbo e ha appreso i turpi delitti commessi dai coloniali francesi. “Hanno lasciato dietro di loro una lunga scia di sangue anche nel viterbese – ha detto Signorelli, che è presidente onorario dell’associazione vittime delle marocchinate – è una tragedia che qualcuno ha voluto rimuovere ma che invece va ricordata, perché quelle vittime sono italiani come noi. Quando ero medico presso l’opera nazionale combattenti ho incontrato e assistito diverse donne, molte affette da sifilide e tubercolosi. Quello contro la popolazione civile italiana è stato un crimine contro l’umanità.”

Il Senatore Umberto Fusco, che è originario di Roccagorga, in provincia di Latina, ha raccontato di quando il nonno gli narrava di come si erano comportati i francesi. “Erano delle belve – ha detto Fusco – in questi 74 anni dove erano i politici italiani, perché non sono state tutelate le vittime?”

L’avvocato Giampiero Samorì ha detto che “occorre ricordare, perché queste violenze non si debbano più ripetere”, mentre il vice sindaco di Viterbo, Enrico Maria Contardo, ha ammonito che “la storia non possono scriverla solo i vincitori.” Sono intervenuti altri esponenti del territorio, tra i quali Giorgio Gentilini vice sindaco di Tessennano, Pietro Grilli vice sindaco di Faleria e Felice Casini vice sindaco di Sutri.

Al termine è stato invitato a parlare il giornalista Silvano Olmi, che ha scritto anche lui un libro sull’argomento, dal titolo “Non solo la Ciociara”, e ha raccontato alcuni episodi, tra i quali la violenza compiuta ai danni di una donna di Capranica nell’estate del 1944. “Anche nel viterbese i coloniali francesi si sono macchiati di gravissimi reati – ha detto il giornalista – furti, razzie, stupri e anche omicidi ai danni della popolazione civile. Una violenza che è ancora viva nei ricordi degli anziani.”

 

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