Si è conclusa lunedì sera, con il concorso che ha decretato il miglior autoctono tra i vini intervenuti ai banchi d’assaggio, l’appena trascorsa edizione di Giro di Vino -TusciAutoctona 2022 che si è svolta a Capranica.

Una edizione molto partecipata, che ha visto tra venerdì 8 e sabato 9 luglio un migliaio di persone avvicendarsi tra le più belle cantine di Capranica, messe a disposizione da privati cittadini che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, aprendo le proprie porte alle aziende vinicole della Tuscia.

Cornice d’eccezione anche per il contest di ieri sera, che si è svolto all’interno dello storico casale del Garden ed Enoteca Linea Verde Nicolini. Un luogo unico a Capranica immerso nel verde della Trinità e circondato da alberi secolari, che è spesso palcoscenico di manifestazioni legate alla natura ed ai prodotti tipici ed enogastronomici del territorio.

Il panel di degustazione, moderato da Raffaele Marini ha visto la partecipazione di una giuria tecnica, che si è riunita nonostante la congiuntura storica e con un’agenda dettata dal Covid, dal caldo senza tregua e dalle agognate ferie, ha visto partecipare i referenti delle maggiori associazioni di settore del territorio, a cui va un ringraziamento per la professionalità e la passione che hanno dimostrato, non solo verso il compito che gli è stato affidato, ma anche verso il territorio espressione dei vini presenti alla manifestazione.

Sui banchi d’assaggio, al di là dei punteggi ottenuti e delle classifiche, sono arrivati vini di produttori che hanno partecipato con forza e determinazione alla quinta edizione di Giro di Vino-TusciAutoctona, in un anno economicamente non semplice per le aziende vinicole, che hanno tutte dimostrato di poter vantare un’alta qualità del proprio prodotto.

Tra i bianchi, con un punteggio di 91.38 centesimi, il vincitore è il Malandrino di CasaMecocci Winery, a Vignanello (VT), azienda giovane che ha recuperato vecchi vigneti e ha ostinatamente ripercorso quella che era la tradizione vinicola di un territorio che vanta testimonianze storiche antichissime, ma in cui fare vino rischiava di essere impresa dimenticata.

A seguire il 2° classificato è Colle de’ Poggeri Moscato 2021, Cantina Stefanoni (Montefiascone -VT) con un punteggio di 91,37/100. Terzi classificati pari merito: Terre Vineate 2021 Orvieto Classico Superiore Doc, Azienda Agricola Palazzone (Orvieto -TR) e Vardano 2020 Grechetto Igp Umbria, Cantine Neri (Orvieto -TR) con un punteggio di 90.62/100.

Per i rossi invece, con 93.38 centesimi (il punteggio più alto fra tutti, che ne fa il vincitore assoluto della manifestazione) è risultato vincitore Aita 2019 dell’ Azienda Muscari Tomajoli di Tarquinia (VT), un’azienda che da sempre si è imposta per la sua attenzione al territorio e la qualità dei suoi vini, ma che con Aita ha puntato ad essere ambasciatrice del territorio nel mondo; questa selezione di Montepulciano, infatti, è frutto di un progetto di eccellenza che racconta del territorio e della sua storia in ogni elemento che lo caratterizza: dal nome, all’etichetta, all’espressività della terra che esprime.

Il secondo 2° classificato è Grechetto Rosso 2016 Colli Etruschi Viterbesi, Agriturismo La Casaccina – Podere Elvella (Trevinano -VT) con un punteggio di 93,25/100, seguito al 3° posto da Thesan 2017 Igp Lazio, Vini LE LASE (Orte -VT) con un punteggio di 92.62/100.

Un ringraziamento particolare – comunica l’Amministrazione comunale di Capranica – alle realtà del territorio di Capranica che hanno permesso la riuscita della manifestazione, la famiglia Nicolini che ha ospitato il concorso e la ProLoco, nella figura del Presidente Filippo Morlupi, che con grande professionalità è organizzatore degli eventi del territorio.

Un ringraziamento dovuto a Raffaele Marini e l’associazione Tuscia Autoctona, che anche quest’anno ha messo disposizione la propria competenza per portare a Capranica le eccellenze vinicole del territorio, valorizzando il lavoro e la forte volontà che le case vinicole del territorio stanno mettendo negli ultimi anni per farsi conoscere e riscuotere maggior risalto nel panorama vitivinicolo nazionale come faro di autenticità, sostenibilità e artigianalità.

Parlare di vino della Tuscia diventa oggi un elemento di grande responsabilità: testimonia che il nostro territorio è destinato a recuperare una produzione vinicola che gli appartiene storicamente e dalla forte impronta qualitativa, sempre più veicolo di diffusione culturale e turistica che tanto fa bene alla Tuscia etrusca. Un valore in cui il Comune di Capranica crede e continuerà portare avanti con le proprie iniziative, dando appuntamento a tutti alla prossima edizione estiva 2023… con qualche sorpresa autunnale da non perdere”.

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