CAPRAROLA – Dopo essere stata posta alla visione del pubblico nei locali del Foyer delle Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola, è approdata dal 5 febbraio 2018 al Palazzo della Cultura della stessa cittadina la mostra “La carne dell’orso. Memoria e responsabilità.

Razzismo/i: antisemitismo come meta-razzismo”, inaugurata in occasione del Giorno della Memoria, 27 gennaio scorso. Il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi e l’Assessore alla Cultura Barbara Mastrogiovanni hanno consentito il prolungamento dell’evento allestito dagli studenti delle classi IV e V C dell’Ipseoa “Alessandro Farnese” di Caprarola coordinate dal professor Edo Verticchio, definita dal sindaco Stelliferi “iniziativa profonda ed importante” capace di “offrire una riflessione su tematiche ancora molto attuali”.

La mostra ha voluto coniugare l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali antiebraiche e il trentennale dalla morte di Primo Levi e offrire una riflessione sul senso fondante del rispetto e della solidarietà presente nella Costituzione della Repubblica, di cui ricorre il settantesimo anniversario, alla luce degli insorgenti rigurgiti razzisti attuali.

La mostra si segnala come percorso di ricognizione storico-critica delle visioni del razzismo e dell’antisemitismo. Obiettivo dei realizzatori è spingere il visitatore ad una presa di coscienza della multiforme natura del razzismo, di cui l’antisemitismo costituisce la forma e la lingua “privilegiata” e permanente. Essi hanno cercato di indurre nel visitatore una riflessione critica sul modo di guardare e leggere nelle immagini di cui si nutre ogni forma di razzismo.

Nei quindici pannelli di cui la mostra si compone si sviluppa un taglio storico-antropologico rigoroso che intende condurre l’ospite ad una lettura delle immagini scrupolosa, attiva. Una lettura profonda che non si accontenta del semplicemente visibile, ma che cerca oltre il velo delle apparenze le ragioni nascoste delle modalità in cui filtra in ognuno il linguaggio razzista e il pregiudizio.

Particolarmente significativa è l’attenzione fornita e la realizzazione filologica in forma pannellare del cosiddetto Album Auschwitz. Ben tre pannelli, vi sono dedicati, affiancati da un quarto, in cui le fotografie sono accompagnate da una sorta di vocabolario emotivo del lager. Con essi il visitatore potrà comprendere l’importanza della scelta tra lo sguardo morboso e irriflessivo del curioso indifferente o del compiaciuto nazista che scattò le foto di un Transport di ebrei ungheresi destinati al massacro nel 1944, e quello di chi ne prende le distanze disposto a capire il senso terribile di una storia che si confronta con le immagini dell’oggi.

La mostra è inserita in un progetto di ampio respiro che l’Ipseoa “Alessandro Farnese” di Caprarola sta dedicando alle tematiche relative alla Memoria della Shoah e che prevedono, nel corso dell’odierno anno scolastico, sia incontri seminariali coordinati dal professor Verticchio sia un evento coerente con l’indirizzo eno-gastronomico dell’Ipseoa “Alessandro Farnese” relativo alla cucina Kosher, volto all’approfondimento della conoscenza del mondo ebraico.

La mostra sarà aperta dal 5 febbraio 2018 al 3 marzo 2018 con il seguente orario: lunedì-sabato 09,00-12,30; 15,00-18,30.

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