CAPRAROLA – “E’ stata una mattinata emozionante, unica. Andrò a casa oggi, diversa. Più ricca interiormente, non solo come amministratrice ma soprattutto come donna. Ringrazio Lorenzo e Chiara per la loro toccante, bellissima ed inusuale testimonianza nelle aule scolastiche e per aver portato questo progetto nella nostra città. I ragazzi sono stati entusiasti. Caprarola vi ringrazia”.

Questo il commento di Barbara Mastrogiovanni al termine dell’incontro tenutosi presso il Palazzo della Cultura con i ragazzi dell’istituto comprensivo di via Guido Bonafede.

L’assessore alla cultura, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e del sindaco Eugenio Stelliferi, ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa.

“Organizzeremo sicuramente altri eventi insieme” – ha detto, a margine, la vulcanica amministratrice del comune dei Farnese.

Comune che – riconoscendo l’alto valore morale e sociale dell’iniziativa, proposto nel contesto scolastico – ha concesso anche il patrocinio della Città di Caprarola.

Prima del suo intervento aveva fatto gli onori di casa la preside Claudia Prosperoni – reggente alla “Marchini” – che ha presentato agli studenti le ultime tappe del progetto ed i feedback ricevuti dai loro stessi coetanei di Ronciglione e Carbognano.

“Desidererei – ha detto la Prosperoni – che anche voi facciate lo stesso. Un messaggio, una lettera, uno scritto: lasciate traccia di questa giornata. Di cosa ha significato per voi il racconto di Lorenzo e Chiara. Parlatene a casa con i familiari e amici. Diffondente il loro importante messaggio di vita e di speranza”.

Poco dopo è stata la volta di Alfredo Boldorini, consigliere comunale di Bassano Romano -ideatore di SuperAbile – che ha presentato brevemente il progetto, nato per le scuole del suo paese. Ma che, col passare del tempo -inaspettatamente ma felicemente-, ha assunto una valenza provinciale, toccando molte scuole di altrettanti centri della Tuscia. Tra cui, appunto, quella intitolata al caporal maggiore scelto Roberto Marchini, caduto in Afghanistan nel 2011.

“Siamo stati onorati – ha detto il consigliere comunale bassanese – di aver presentato SuperAbile nello splendido Palazzo della Cultura, alle nostre giovani leve, nell’istituto, poi, che porta il nome del parà di Caprarola della Forgore, ucciso a soli 29 anni, da un ordigno nel distretto di Bakwa. Una mattinata indimenticabile, sicuramente ricca di emozioni per tutti”.

Subito dopo hanno preso la parola Alessandra Mosci – presidente della compagnia degli Etruschi, operante a Sutri e Trevignano – e Bruno Morganti, tecnico della nazionale di volley campione d’Europa con l’under 17: ambedue hanno portato ai tanti ragazzi presenti, le loro rispettive ed importanti esperienze di sport e disabilità nei loro ambiti di azione – rispettivamente il tiro con l’arco ed il volley.

Al termine delle introduzioni si è passati alla fase centrale con Chiara Bordi – ormai una veterana nel ruolo di testimonial – che ha preso il microfono e tenuto tutti – studenti e corpo dicente – col fiato sospeso, raccontando la sua storia, dagli attimi drammatici dell’incidente, al trasporto in elicottero ai Gemelli. Fino al commovente: “ti chiedo scusa mamma” volendosi addossare tutta la colpa di quanto accaduto. E poi la “rinascita”. Grazie alla sua forza di volontà, all’aiuto degli amici, alla sorella Francesca (“si è letteralmente annullata – quel periodo – per aiutare la sorella”), al papà Sebastiano e alla mamma Emanuela.

“Io amo questa nuova vita – ha detto ai ragazzi Chiara –. Le difficoltà si possono superare. Non abbattetevi davanti ai primi muri. Lottate sempre. Fate come me.

Anche senza una gamba. C’è chi porta gli occhiali, chi l’apparecchio acustico. Io porto la protesi: dov’è il problema? La forza è dentro di voi, cercatela e la troverete”. E giù applausi. Ed anche qualche lacrima.

Stesso copione anche per Lorenzo Costantini – colonna portante, cofondatore e motore di SuperAbile -, sempre presente a tutte le tappe.

Anche la sua testimonianza è stata – come al solito – commovente. Come la proiezione del video sulla sua vita pre, durante e post incidente.

Il momento più toccante della mattinata. Al termine giù applausi, abbracci, grande rispetto per lui. Con i ragazzi vogliosi di fare conoscenza diretta di arti mobili, protesi, con l’immancabile foto ricordo.

“I limiti – ha ricordato Lorenzo, ormai un veterano, agli studenti – sono solo mentali.

Non sono fisici. Dovete essere più forti del destino. Le paure che non affrontate diventano i vostri limiti”.
Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email