Quello che sta succedendo nel Comune di Celleno potrebbe avere ricadute importanti sulla vita di tutti i residenti. Più di quanto sta succedendo altrove.

Già dalla giornata di ieri sono cominciate a circolare le prime voci circa la diffusione del virus all’interno di una delle tre strutture per anziani che ricadono nel territorio.

Dopo i primi 7 casi comunicati nella giornata sono cominciate a circolare voci su altri contagi, qualcuno parla di un totale di 35 su 40 pazienti della struttura Villa Noemi. Si tratta, e questo non va sottovalutato, di persone che risultano residenti, così come un altro caso positivo registrato tra il persone della stessa RSA.

Con la ufficializzazione di questi numeri da parte della ASL nella giornata di oggi verrà aggiornato quello che si definisce l’indice di incidenza del contagio, ovvero il rapporto tra il numero dei residenti (1.303) e quello dei contagi accertati (fino a ieri 14). Un indice già altissimo (10,7%), ben al di sopra di quello degli altri comuni della Provincia, destinato a registrare un’impennata.

Con la conferma degli ultimi contagiati, che secondo il sindaco Marco Bianchi, sono tutti gli ospiti della struttura ad eccezione di 5, più una residente, questo indice cresce infatti in maniera vertiginosa.

In situazioni analoghe nel Lazio, vedi il caso di Fondi e di Nerola, con indici di contagio più bassi, le autorità regionali hanno deciso di blindare l’intero paese, con il divieto di allontanamento dal territorio del comune di Nerola da parte di tutte le persone presenti.

Solo pochi giorni fa l’assessore regionale alla sanità D’Amato aveva lanciato l’allarme sulla situazione delle case di riposo. “Sta diventando molto seria – aveva detto l’assessore – e bisogna mantenere alto il livello di attenzione soprattutto in riferimento alla gestione degli ospiti che non possono essere non autosufficienti, e per le misure di protezione adottate”.

Nonostante l’allarme qualcosa continua a sfuggire all’attenzione.