CELLENO – “Come sempre in Italia ci si ricorda dei Beni Culturali, unico, grande tesoro del nostro Paese, quando questi cadono a pezzi, così Pompei, così il Tempio di Kaulon site here. Lì scattano appelli, richieste d’aiuto, Sos, iniziative. Quando, invece, crescono rigogliose le piante che infestano le mura e non c’è manutenzione, e anno dopo anno, si mangiano la calce che cementa pietre secolari, i soldi a bilancio devono necessariamente essere destinati ad altro. Quando poi quel muro decide di venire giù si parla di doccia fredda? Il nostro Castello Orsini è la ricchezza più grande che abbiamo, in termini di affetto, di memoria e non solo. Di recente,è stata spesa una somma davvero ingente per il riconsolidamento e la ristrutturazione del cosiddetto “Palazzetto”, nel cuore della Rocca; eppure, improvvisamente, viene giù un muro nel lato nord.

Solo adesso il sindaco fa “appello a tutti gli enti interessati, alle associazioni, ai nostri cittadini, affinché questo segnale non venga ignorato”. Solo adesso, dice: “dobbiamo cercare in tutti i modi di salvare quello che rimane dell’antica rocca”? E quando eravamo noi a porre l’attenzione prioritaria sul bene più prezioso che Celleno ha, il suo Castello Orsini? Quando questa minoranza consiliare chiedeva, mesi prima del grave crollo di questi giorni, di tutelare l’antica rocca Orsini di Celleno – con proposte, interrogazioni e addirittura un piano specifico di rilancio assieme al centro storico -, nessuno si è preoccupato più di tanto. Lo abbiamo fatto non per immagine, bensì perché ci piace dare un senso al nostro essere stati eletti, perché il Castello è una ricchezza super partes per Celleno.

Ci auguriamo che vengano presi provvedimenti urgentissimi per la salvaguardia strutturale della Rocca. Se il castello viene giù, si può fare propaganda, si può chiedere aiuto a enti e associazioni ma forse è tardi, andava fatto prima, con un lavoro continuo nel tempo; se il castello viene giù, è inutile ricordare ai cellenesi che ci sono progetti in collaborazione con la Soprintendenza e l’Unitus per lo studio dell’area e il recupero dei beni archeologici. Oltre a queste pregiate proposte, chiediamo al sindaco: cosa è stato fatto per la messa in sicurezza strutturale del castello? E per la sua manutenzione ordinaria e straordinaria nel tempo? Sono stati mappati i potenziali punti, con ausilio di tecnici, pericolosi? Quelli a rischio? Soprattutto dopo il recente sciame sismico? C’è il rischio di altri crolli? È stata emanata un’ordinanza di chiusura del perimetro, finanche degli accessi alla Rocca? Andremo a verificare tutto, in virtù del sano principio di trasparenza. Andremo a vedere, nei documenti, quanto è stato fatto per la prevenzione. Speriamo di trovare risposte rasserenanti. Nel tempo, con la prevenzione e la consapevolezza si sviluppano progetti che non siano utili solo ai fini del gradimento, del momento, della legislatura”.

Gruppo di minoranza consiliare “Cambia Celleno”

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