“Un mondo di fiabe” del Teatro Null, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina fa tappa a Celleno nella Scuola Primaria con due appuntamenti, martedì 11 e giovedì 14. “E’ bello ritrovarsi con i nostri giovani spettatori, sempre attenti e pronti ad interagire con le nostre storie”- dice il suo curatore Gianni Abbate – “La nostra formula di proporre una serie di indovinelli tra un racconto e l’altro, li diverte e li stimola ancor di più. Possiamo definirci, dopo anni di esperienza e sperimentazione sulla fiaba, esperti nel settore. Anche in questa tappa, in particolare con i bambini delle classi quarte e quinte, sperimenteremo non solo i racconti dalla mitologia greca, ma una nuova serie di favole filosofiche sul cambiamento, le nostre cosiddette ‘favolosofie’, che hanno già riscontrato enorme successo con i bambini delle quinte a Bagnoregio. Quella delle ‘Favolosofie’ è un’esperienza fondante per i bambini, dove sono chiamati in prima persona ad interagire immedesimandosi con la storia, e con le risposte che danno ci sarebbe da scriverci un libro. Siamo rimasti positivamente colpiti, soprattutto quando un’insegnante ci ha raccontato con emozione che un bambino con problemi di inserimento, è stato tra quelli che più hanno interagito con le nostre storie, in poche parole si è completamente aperto con le nostre ‘Favolosofie’. Se questo non è un successo! Nelle nostre letture animate facciamo uso della pantomima, antica forma drammatica di cui si servivano i comici della commedia dell’arte, e più vicino a noi il grande Dario Fo. Eliminando, quindi, scene e costumi, si lascia alla fantasia dei bambini e anche degli adulti, di spaziare liberamente in tutte le direzioni e di interagire con l’attore. In più le letture sono arricchite da una serie di effetti sonori artigianali per riprodurre vento, uccelli, cavalli, porte e altro, un po’ come fanno i rumoristi per gli sceneggiati radiofonici. E’ una formula oramai consolidata che ha riscosso sempre enorme successo. La nostra Officina I porti della Teverina propone un senso sociale della cultura, un’interpretazione del fatto culturale come fatto vivo e presente di azione e relazione.” In scena troviamo, Gianni Abbate e Ennio Cuccuini. Uno stimolo alla lettura che porterà poi i bambini a riscoprire da soli, leggendo, le emozioni provate ascoltando e interagendo.

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