CIVITA CASTELLANA – Lo scorso sabato 8 aprile il Consiglio Comunale di Civita Castellana ha approvato l’istituzione del Monumento Naturale “Forre dell’Agro Falisco”.

Un’area che va dalla Piana del Vignale alla Strada Regionale Nepesina, si delinea lungo il costone delle forre del Rio Purgatorio, del Rio Maggiore e del Fosso S. Anselmo, lambisce il centro storico di Civita Castellana e include al suo interno il Forte Sangallo, il Vignale, le necropoli di Colonnette e Cappuccini, il Castellaccio e la necropoli di Terrano.

Ora che il Consiglio Comunale ha deliberato la sua istituzione, il prossimo passo dell’iter sarà l’invio in Regione Lazio per la valutazione e approvazione da parte di questo ente.

“Uno degli obiettivi di questa amministrazione è quello di rendere le forre un territorio da esplorare e da vivere anche come richiamo turistico, con la possibilità di accedere a fondi specifici per la creazione di sentieri, aree di sosta e tante iniziative legate ai temi dell’ambiente e dei parchi – ha dichiarato il sindaco Gianluca Angelelli – l’istituzione del Monumento Naturale, che arriva dopo la fase di coinvolgimento della cittadinanza attraverso i tavoli di comunità, è un passo essenziale che porterà al riconoscimento da parte della Regione Lazio delle forre di Civita Castellana come area naturali protette”.

Il percorso avviato per la proposta di istituzione del Monumento Naturale ha visto la partecipazione attiva da parte della cittadinanza. L’Amministrazione comunale, con il supporto dell’ Arch. Pian. Alfonso Prota, ha predisposto due forme di partecipazione: la prima consistente in una campagna di interviste e la seconda realizzata attraverso quattro forum pubblici a cui si è dato il nome di Tavoli di Comunità, i cui interlocutori hanno definito le aree da tutelare e hanno letteralmente disegnato il Monumento Naturale.

Gli obiettivi specifici che si intende perseguire con il Monumento Naturale sono riassumibili nei seguenti punti: tutela, recupero e valorizzazione del sistema forra; tutela, recupero e valorizzazione del paesaggio culturale; promozione di turismo sostenibile; conservazione della biodiversità; promozione di processi di partecipazione alla gestione dell’area protetta, di educazione ambientale e formazione.

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