Martedì 11 febbraio 2020 – Cattedrale di Civita Castellana (VT)

Programma della giornata:

Ore 14.30 – Accoglienza

Ore 15.00 – Recita del Santo Rosario.

Ore 15.30 – S. Messa presieduta dal Vescovo, Mons. Romano Rossi e amministrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi.

 

Al termine della S. Messa ci sarà una breve processione aux flambeaux

nella piazza prospicente la Cattedrale.

 

La XXVIII Giornata Mondiale del Malato, è organizzata dall’Unitalsi, Sottosezione di Civita Castellana e martedì 11 febbraio, in Cattedrale, il vescovo Romano Rossi, incontrerà le sorelle e i fratelli malati, con gli operatori sanitari, i volontari, per pregare insieme, partecipare e contribuire con maggior efficacia ad una cultura della vita e della salute.

La cura e l’assistenza ai malati fa parte da sempre della storia di carità di ogni comunità cristiana, sulla parola di Gesù «Ero malato e mi avete visitato» (cfr. Mt 25, 35). La vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati si è concretizzata, nella sua storia bimillenaria, in una ricchissima serie di iniziative a favore dei malati, con quanti sono nel dolore del corpo o dell’anima. Tale storia di dedizione non va dimenticata. Essa continua ancora oggi, in tutto il mondo.

È un evento di particolare sensibilizzazione che coinvolgerà tutte le realtà ecclesiali diocesane, che si ritroveranno assieme ai malati: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11, 28). Papa Francesco segnala che «la Chiesa vuole essere sempre più e sempre meglio la ‘locanda’ del Buon Samaritano che è Cristo, cioè la casa dove potete trovare la sua grazia che si esprime nella familiarità, nell’accoglienza, nel sollievo… Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza».

La Chiesa non può andare oltre, come il sacerdote e il levita, ma deve farsi prossimo della sofferenza e delle nuove povertà: «Sapendo queste cose sarete beati se le metterete in pratica» (Gv 13, 17).

Occorre sempre rispettare l’umanità dell’ammalato e la sua inalienabile dignità, la vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire.

L’appello del Papa alle istituzioni sanitarie e ai governi di tutti i Paesi del mondo è di garantire cure adeguate per i poveri, in nome di una giustizia sociale che spesso viene trascurata per considerare solo l’aspetto economico. Papa Francesco, in conclusione del messaggio, ringrazia quanti si prodigano con gesti di tenerezza e di vicinanza con i malati, seguendo solo l’esempio di Gesù Buon Samaritano.