Il giorno del ricordo è una solennità civile nazionale Italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno e istituita con legge 92. Del 2004.

Sentir dire che non c’è stato nessun genocidio da parte di un consigliere di rifondazione comunista è inaccettabile e intollerabile, quando tutte le autorità politiche riconoscono quanto accaduto.
Anche le maggiori cariche dello stato hanno chiesto scusa per l’oblio che c’è stato, interrogandosi su come fosse stato possibile che per anni non se ne sia parlato.

E’ un fatto grave che il consigliere Yuri Cavalieri insista nel non riconoscere tale genocidio dichiarando di avere l’appoggio del suo partito e facendosi forte di questo.
Nei vari articoli che sono usciti in questi ultimi giorni sulla stampa abbiamo letto che il partito di Rifondazione comunista ha espresso solidarietà per il suo consigliere, accusando noi di attaccarlo in maniera poco corretta.

Sebastiani: “Credo invece che l’unica solidarietà possibile sia da esprimere nei confronti dei familiari delle persone vittime di tale genocidio. Non credo che chiedere un po’ di rispetto per chi ha vissuto sofferenze e dolori significhi attaccare qualcuno in maniera scorretta, né tantomeno lo è chiedere le sue dimissioni. Credo piuttosto che rassegnare le dimissioni, da parte di chi nell’ambito del suo carattere istituzionale non ha considerazione per il dolore altrui, sia un atto dovuto e necessario. A questo punto chiedo al partito di Rifondazione comunista se è in linea con il suo consigliere nel non riconoscere il genocidio”.