«Da più parti viene annunciata una nuova ondata di contagi da Coronavirus e il Paese, ad ogni livello, è alle prese con nuove misure di contenimento dell’infezione e nuovi interventi di sostegno e ristoro per famiglie e imprese.

La situazione – osservano Alessandro Mazzoli, Simone Brunelli, Nicoletta Tomei e Domenico Cancilla per il PD Civita Castellana – continua ad essere preoccupante e gli stessi dati relativi al comune di Civita Castellana richiedono molta attenzione per evitare errori e sottovalutazioni, anche perché proprio i dati della nostra città sono superiori, seppur di poco, alla media provinciale e questo richiama a tutte le prudenze del caso. Infatti la media del contagio in provincia di Viterbo è del 3,1% mentre a Civita Castellana è del 4,24%.

Per lunedì 18 gennaio è prevista la ripresa della didattica in presenza per le scuole superiori e già dal 5 gennaio scorso la Regione Lazio ha comunicato il rafforzamento del progetto “Scuole Sicure” offrendo la possibilità alle studentesse e gli studenti, in età compresa tra i 14 e i 18 anni, di effettuare il tampone gratuitamente presso la rete dei drive-in della Regione con la semplice prenotazione, anche senza certificato medico. Pensiamo che si tratti di un’iniziativa molto opportuna perché è importante tornare in classe ma è altrettanto importante farlo con il massimo livello di sicurezza.

Sempre in questi giorni abbiamo letto che il Sindaco Giampieri si è intestato questa iniziativa presentandola come una scelta del comune quando, con ogni evidenza, non lo è. Anzi, nell’ambito del progetto della Regione, i comuni non hanno alcuna competenza.

Sinceramente dispiace questo modo di fare perché distorce la realtà in un momento nel quale bisognerebbe osservare il massimo di correttezza istituzionale, di sobrietà e di spirito di collaborazione.

Sarebbe invece importante vedere l’Amministrazione comunale impegnata ad organizzare al meglio, per esempio, il sistema del trasporto locale in funzione della riapertura in presenza delle scuole superiori e ad evitare possibili assembramenti fuori dagli istituti scolastici, proprio perché i rischi maggiori non sono dentro le scuole ma fuori. Insomma ciò che conta davvero è il grado di organizzazione della città, l’agibilità delle strade, che purtroppo mostrano molta incuria, la fluidità della circolazione e l’efficienza dei servizi essenziali. Tutte cose che sarebbero di aiuto alla vita dei cittadini.

Non è il tempo di spot estemporanei, e per di più presi in prestito, ma di realizzazioni concrete e possibilmente condivise».