Il Comune di Corchiano negli ultimi anni è riuscito a ridurre in maniera importante e significativa l’utilizzo dei trattamenti fitosanitari (in particolare quelli utilizzati sul nocciolo) passando dai 6/8 trattamenti/anno del passato ai 2/3 trattamenti/anno attuali.

Tutto questo è stato possibile attraverso un percorso di sensibilizzazione degli “agricoltori consapevoli”, partito come sperimentazione nel 2015 attraverso un protocollo d’intesa tra il Comune di Corchiano e AssoFrutti con l’obiettivo di passare dalla “pericolosa lotta a calendario” (trattamento ogni 15 giorni circa) alla più virtuosa “lotta guidata”, che permette di trattare in maniera mirata solo dopo l’individuazione della malattia e/o del parassita responsabile.

Nel 2017 l’attuale Amministrazione Comunale, in accordo con gli agricoltori, le associazioni di categoria, le Organizzazioni dei Produttori, i portatori di interesse, cittadini e Comitato di Salute Pubblica, ha emesso l’Ordinanza Sindacale n. 30/2017 che, mentre da una parte recepiva tutte le norme obbligatorie del PAN, dall’altra regolamentava in maniera ancora più restrittiva il “Corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari”, a salvaguardia della salute della popolazione, nel rispetto del perimetro del centro abitato, delle distanze dalle abitazioni isolate, dalle strade e dai corsi d’acqua (con la definizione di un DECALOGO di comportamento che poi è stato affisso dal Comitato di Salute Pubblica su tutte le strade vicinali), ordinanza che successivamente è stata presa come riferimento sia dal Biodistretto della Via Amerina e delle Forre che da molti altri comuni.

Con questa ordinanza il Comune di Corchiano ha fatto un altro passo in avanti nella riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci:
mettendo al bando il pericoloso “Glifosate” in tutte le sue forme e dosaggi su tutto il territorio comunale (primo Comune in Italia);
allargando la fase di sperimentazione di “Agricoltura Consapevole” (che coinvolgeva solo una parte di agricoltori, mentre tutti gli altri continuavano a fare i trattamenti a calendario) a tutte le aziende agricole che operano sul territorio di Corchiano, attraverso l’applicazione totale e obbligatoria di un Disciplinare di Difesa Integrata molto più restrittivo.
Con l’applicazione di questo disciplinare, le aziende agricole di Corchiano sono oggi nelle condizioni di richiedere la certificazione di qualità SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).

Il tutto è regolamentato da un Bollettino Comunale che viene emesso solo a valle di:
Monitoraggio dei parassiti e/o delle patologie sul territorio comunale, suddiviso in 4 Aree omogenee, con esclusione totale del perimetro urbano, del centro abitato e dei Monumenti Naturali dove è vietato qualsiasi trattamento fitosanitario!
Campionamento e individuazioni dei parassiti responsabili delle avversità
Bollettino agronomico emesso da agronomi specializzati sul nocciolo, con indicazione dell’avversità rilevata, della zona impattata, del prodotto da utilizzare ed del periodo di validità.

Il Bollettino Comunale può rappresentare quindi uno degli strumenti più importanti in mano alle Amministrazioni Pubbliche che vogliono affrontare realmente il problema con decisione, non nascondendosi dietro ai disciplinari più o meno permissivi del PAN. Uno strumento che permette realmente di ridurre l‘uso inappropriato dei fitofarmaci in agricoltura e nello stesso tempo crea la giusta sensibilità negli agricoltori.
Oggi grazie al Bollettino Comunale abbiamo la CERTEZZA che a Corchiano vengono effettuati al massimo 2/3 trattamenti fitosanitari all’anno.

Il Bollettino Comunale è anche e soprattutto uno strumento estremamente trasparente e in quanto tale viene inviato dall’Amministrazione Comunale a tutte le autorità deputate al controllo: Polizia Locale, Comandante della Stazione dei Carabinieri, Stazione dei Carabinieri Forestali di Civita Castellana, Comitato di Salute Pubblica di Corchiano.

Questo percorso intrapreso dal Comune di Corchiano è sicuramente uno dei più avanzati in Italia e sta portando ad importanti risultati sia sul fronte della riduzione delle quantità dei fitofarmaci utilizzati oltre che sulla qualità e salubrità dei prodotti coltivati.
Certo è che non ci possiamo fermare qui, dobbiamo andare ancora più avanti, verso una migliore e più rapida conversione agro-ecologica del nostro territorio.

E questo si può fare soltanto lavorando tutti insieme nella stessa direzione, in particolare su alcune aree strategiche:
sulla filiera della nocciola, per valorizzare i nostri prodotti agricoli rimettendo in discussione le cosiddette “fasce di valore” (fasce di cimiciato e marcio) che determinano poi il reale reddito per gli agricoltori. Allargare queste fasce porterebbe a ridurre ulteriormente il numero dei trattamenti;
sulle grandi multinazionali dolciarie, in modo che riprendano in considerazione nelle loro strategie aziendali e di mercato il valore della nocciola biologica;
sulla sperimentazione di prodotti a basso impatto ambientale e/o prodotti sinergici, che siano in grado di prevenire l’attacco delle cimice, che ad oggi rimane l’unico parassita dove il disciplinare di Produzione Integrata prevede l’utilizzo di prodotti chimici ad alto impatto quali Etofemprox, Deltametrina e la Lambacialotrina (la stessa utilizzata negli anni anche nei bollettini di Agricoltura Consapevole dall’allora sindaco Bengasi Battisti).

Sicuramente c’è ancora tanto da fare e siamo aperti a qualsiasi suggerimento e supporto, con la certezza però che questa Amministrazione non si è nascosta dietro la complessità della legislazione attuale, ma sta affrontando il problema con grande determinazione e coraggio, cercando di regolamentare una tematica impattante e di difficile soluzione.
Noi andiamo avanti, continuando nel nostro percorso virtuoso, nella convinzione che non è più possibile tornare indietro e che ad oggi l’esperienza di Corchiano rappresenta una delle modalità più incisive per avere la certezza di ridurre l’utilizzo inappropriato dei fitofarmaci sul territorio.