TARQUINIA – Durante i festeggiamenti del “Sacrificio” un cittadino marocchino ha tentato di colpire con un punteruolo un connazionale ma è stato individuato e tratto in arresto dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Tarquinia.

Il fatto, come riporta un comunicato della Polizia, è avvenuto nella giornata di ieri quando personale del Commissariato nel pomeriggio è intervenuto presso l’area pic-nic e parcheggio del campeggio “Riviera degli Etruschi” ove erano state segnalate due persone ferite.

Immediatamente sul posto i poliziotti dell’Ufficio Volanti di Tarquinia hanno trovato due cittadini marocchini a terra, che venivano soccorsi da personale del 118 e da numerosi altri connazionali che si erano radunati per la ricorrenza della “Festa del Sacrificio”.

Nell’immediatezza venivano acquisite le prime testimonianze così da poter capire quello che era successo.

I testimoni oculari, in sintesi, hanno raccontato che durante i festeggiamenti giungeva, a forte velocità con la sua autovettura, uno dei marocchini coinvolti, di 48 anni che, scendeva dal mezzo con l’intento di uccidere il connazionale coetaneo, brandendo una bottiglia in una mano e nell’altra un punteruolo. Dapprima lo minacciava mortalmente, poi con il punteruolo bucava alcune ruote dei mezzi presenti. Fatto ciò si dirigeva verso la vittima colpendola prima con la bottiglia e poi con il punteruolo all’addome. Un veloce scatto all’indietro della vittima evitava il peggio per lui stesso, che comunque veniva attinto all’addome. L’aggressore, vistosamente ubriaco, continuava a rincorrerlo intorno a un tavolo fino a quando rovinava in terra per almeno due volte, battendo violentemente la testa su una tavola. La vittima veniva trasportata dal 118 al locale pronto soccorso per le cure del caso.

Accertate le modalità e le circostanze, anche con il sopralluogo di Polizia Scientifica, in ordine alla idoneità dell’azione e all’intenzione di voler cagionare la morte del suo connazionale, lo straniero veniva dichiarato in arresto per il reato di tentato omicidio e, dopo le formalità di rito, associato al carcere di Civitavecchia a disposizione dell’A.G.

Si rappresenta che durante le formalità l’arrestato, già curato e dimesso dall’ospedale, è stato colto da malore, tanto che è stato nuovamente richiesto l’intervento del 118 per le cure del caso.

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