VITERBO – Sfortunatamente la vita dei nostri migliori amici pelosi, non si svolge sempre all’interno di sontuosi giardini o parchi senza fine, ma, nel 90% dei casi essi vivono, quasi sempre a prescindere dalla taglia, alternandosi tra case in condominio e balconi di varie proporzioni.
Ora, considerato che le loro esigenze fisiologiche si presentano con cadenza costante e che, soprattutto per chi vive in centro storico, questa impellenza sta assumendo valori importanti, il piano che ogni anno si ripropone dello “svuotacanili” assume risvolti sempre più ostici. Tutti conosciamo il problema della “cacca” in terra, la legge attualmente al vaglio prevede persino di multare anche la pipì di Fido fatta in strada con le multe spesso salatissime.

Allora io mi sento in dovere, come titolato, di consigliare a coloro i quali amano il proprio cane e vivono in un appartamento, di cambiare città.

No non sono impazzito, vorrei solo sottoporre all’attenzione degli addetti ai lavori e dei proprietari, la drammatica situazione che si viene ogni giorno a creare. La nostra città non gode di alcun tipo di aree di sgambamento, nonostante io stesso ne abbia proposte in realizzazione almeno 5, e al contempo non vanta particolari spazi verdi neanche pseudo adattabili allo scopo. Non offre neanche piccolissimi spazi in erba all’interno del centro, insomma non eccelle in animalismo! L’unica chances, l’unico baluardo, l’unica via di salvezza per tutti i viterbesi era, è sempre stato, ma non potrà più essere, PRATO GIARDINO! Abbiamo proprio ieri appreso dalle cronache, ma, con una buona dose di coraggio si poteva anche constatare di persona, che l’ingresso all’unico Parco cittadino, da qualche mese è formalmente ed esclusivamente consentito solo ai Nigeriani ed ai Senegalesi che si dividono in parti eque l’intero territorio ed alla loro affezionata e folta clientela. Sfido chiunque a varcare con il proprio cane i cancelli d’ingresso di Prato Giardino e a rimanere all’interno di esso per più di 2 minuti. Già dai primi passi alla vista delle “sentinelle” si incomincia a comprendere l’impossibilità a proseguire per i lunghi viali, ma se poi si è determinati e coraggiosi, a dissuadervi ci penseranno nuvoli di spacciatori che con fare violento vi inviteranno a lasciare la zona.

Questo perchè la vostra passeggiata potrebbe disturbare o interferire con il loro lavoro, creando una “interruzione di pubblico servizio” e soprattutto perchè la loro religione non gli consente la presenza dei cani dove vivono e soprattutto lavorano. Addio quindi caro e vecchio Prato Giardino, addio compagno di mille giochi e di scorribande responsabili di ginocchia sbucciate d’altri tempi, morto per svendita fallimentare alla temibile mafia d’importazione.

Oggi, alla luce di quanto sopra esposto, mi sento, da animalista attivista, di consigliarvi, anzi quasi esortarvi, a cambiare città, per approdare magari in posti dove la vita scorre ancora con il suo normale flusso, in una delle migliaia di città che offrono civilmente anche sola un’area di sgambamento ed un parco, almeno in parte, ancora fruibile. Restando a Viterbo sarete sempre prede dei perbenisti cacciatori, esploratori integerrimi di residui fecali e non potrete fare a meno di notare che il vostro cane perderà quel divino senso del gioco e del divertimento che tutti loro hanno naturalmente stampato sul muso. Indi datemi retta, cambiare se potete città, gioverà certamente molto anche a voi ma soprattutto al vostro amico per la vita.

Leonardo De Angeli

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