Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – Il turista che da Orvieto percorrendo la regionale Umbro Casentinese, giunto nei pressi del quartiere Madonnella, si trova innanzi un bel cartello stradale indicante l’inizio della cittadina di Montefiascone da quella parte e fin qui nulla di strano.

 

La particolarità che richiama l’attenzione, ovviamente negativa, sta nel fatto che tale tabella non è chiaramente leggibile. Una fitta vegetazione, infatti, la ricopre per due buoni terzi. L’automobilista, più o meno turista che sia, non riesce a vedere e leggere il contenuto della medesima, ed allora, uno strumento che dovrebbe essere il biglietto da visita di Montefiascone diviene un inutile pezzo di lamiera che non serve a niente, anzi, dimostra l’incuria e la superficialità con cui l’Amministrazione locale cura, almeno in parte, la sua cartellonistica stradale. Su tale tabella, infatti, ben concepita nella sua globalità, vi è scritto, in grande, in alto, il nome di Montefiascone poi, sotto, con caratteri più ridotti, vi sono alcune indicazioni sulla via Francigena di cui ora, giustamente, tanto si parla ed, a buon ragione, si tiene molto alla sua rivalutazione, ed accanto la scritta del gemellaggio tra Montefiascone e la cittadina tedesca di Ergoldsbach avvenuto diversi anni or sono.

 

Un tabellone che, per stato in cui versa, non solo rispecchia l’ennesima lacuna sotto il profilo dell’immagine turistica di Montefiascone, una cittadina dalle mille risorse turistiche che però non sono pienamente sfruttate, ma è soggetto ad un logorio continuo che ne condiziona la sua durata nel tempo; logorio provocato dai rami degli alberi che lo lo stanno sopraffacendo ogni giorno di più. Un settore, quello turistico, rimasto a logistiche operative-promozionali di qualche anno fa e non più corrispondenti alle esigenze culturali della mobilità e della ricognizione turistica dei nostri giorni.

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