MONTEFIASCONE – Nel tardo pomeriggio dell’undici dicembre, con il sole ormai dietro l’orizzonte, mentre i volontari dell’AS.VO.M., all’interno del capannone, pensavano alla manutenzione dei mezzi, montando gli spazzaneve, visto che ormai l’inverno è alle porte, onde essere pronti in caso di nevicate nella città dei colli vulsinei, è giunta in sala operativa una telefonata dalla Sala Operativa Regionale con la quale si richiedeva un intervento immediato per liberare la strada Fastellese che collega il paese di Fastello a Montefiascone, interrotta per caduta di una pianta di acacia, dal diametro di circa quaranta centimetri, sulla sede stradale.

Nel giro di pochi minuti, a seguito di alcune telefonate, necessarie per reperire i volontari specializzati nel settore, la squadra è immediatamente partita e, nel giro di circa quindici minuti, non solo era sul posto ma, motoseghe e ronci alla mano, alcuni avevano già iniziato il loro lavoro di sezionamento della pianta, onde rimuoverla più facilmente, mentre altri provvedevano a rimuovere i singoli pezzi del tronco ed i rami dalla sede stradale, ammucchiandoli ordinatamente sulla banchina, permettendo così la riattivazione del traffico, in tutta sicurezza, in ambedue i sensi di marcia.

L’intera operazione è durata circa un’ora; un intervento dei tanti che l’AS.VO.M.- Protezione Civile effettua quasi quotidianamente ogni qualvolta le condizioni atmosferiche, costituite da pioggia e forti venti, provocano un po’ ovunque su tutto il territorio Alto Laziale. Inconvenienti che, poi analizzati sul posto, sono quasi sempre dovuti alla poca o nulla manutenzione che le competenti autorità, non provvedono ad effettuare in tempo opportuno.

La corretta potatura delle piante, lungo le strade, si deve riconoscere, non è delle migliori, come pure la pulizia delle cunette e corsi d’acqua, non è che brilli per manutenzione ordinaria, così di tanto in tanto, si hanno tratti di strade allagate con la conseguenza che la Protezione Civile deve sempre correre, per tamponare falle che si sarebbero potute benissimo evitare, con la periodica potatura delle piante ed una corretta pulizia dell’alveo delle cunette.

Pietro Brigliozzi

Commenta con il tuo account Facebook