Allarme gatti, è quasi emergenza… muta

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VITERBO – Ormai non passa giorno che non io non riceva chiamate e denunce riguardanti torture, uccisioni o sevizie e maltrattamenti a danno dei gatti. Migliaia sono invece a livello nazionale i gatti tormentati, scuoiati, scomparsi nel nulla, uccisi per essere mangiati o per ricavarne pelliccia.

Sono oltre 40 mila i gatti che nel 2015 sono stati ammazzati per vari motivi ed il fenomeno ormai è approdato senza dubbio a numeri da emergenza.

Di grandissima entità il numero di esemplari che cade vittima delle trappole per la cattura incondizionata delle volpi, che tanto piacciono alla nostra politica locale, non certo dannose per i cittadini e le colture, ma fastidiosamente prese di mira da cacciatori, votanti e politicizzati.

L’ultimo allarme di torture giunto al mio telefono in ordine di apparizione, risale a due mattine fa (15 Agosto) proveniente dalle campagne vetrallesi, soccorso e curato da locali encomiabili veterinari.
Infiniti, ma senza possibilità di rendicontazione invece, quelli catturati e uccisi pronti per essere serviti con le mandorle sulle tavole dei ristoranti orientali di tutta italia, o per adornare scalcinati capi di vestiario del sol levante. Mi preme, e al contempo mi nausea, far presente che un gatto di media taglia viene pagato fino a 30 euro da taluni ripugnanti“ristoratori”.

Si stimano in circa 5 mila i gatti, prevalentemente neri, seviziati durante riti satanici o esoterici nel periodo dei solstizi solo nel corso del 2015.

Nelle ultime ore altri episodi alla periferia Est della Capitale dove sono stati scoperti i resti di molti gatti neri fatti a pezzi e lasciati straziati in un campo isolato nella zona di Lunghezza.

Poche settimane prima, la denuncia degli animalisti a Parma contro la chiusura di un fascicolo d’inchiesta sulla sparizione sempre di centinaia di gatti neri.

Migliaia i poveri animali torturati per motivi prevalentemente religiosi, nella nostra città come in tutto il territorio nazionale, da stranieri senza scrupoli decisi a fare pulizia di animali indesiderati con modalità “halal” sgozzandoli vivi.

Sembrano numeri da film horror, ma invece trattasi puramente delle segnalazioni dirette di Associazioni o Enti animalisti, di denunce sui social network o ricevute direttamente al mio indirizzo di posta elettronica.

Contiamo poi altri 4 mila gatti uccisi e mangiati da gente di casa nostra, prevalentemente nelle zone del Sud-Est della Lombardia e nel Veneto, più precisamente all’interno del quadrilatero Brescia-Cremona-Verona-Vicenza.

Molti anche quelli torturati e uccisi da minorenni che li impiccano, magari solo per gioco.

Circa 560 i casi stimati nei primi mesi del 2016, soprattutto in Puglia e in Sicilia, di felini ammazzati invece con armi da fuoco usati come bersaglio del tiro a segno.

Ancora, a tutt’oggi, nonostante le leggi ed i divieti, risulta che migliaia di questi felini siano orrendamente usati per la vivisezione clandestina nel nostro paese.

Inoltre, non ultimo, nella notte a cavallo fra il 31 ottobre e il primo novembre, festa di halloween, ogni anno vengono massacrati migliaia di gatti nelle zone segnalate più a rischio, Terni e Perugia, il Piemonte, la provincia di Varese e l’area tra Viterbo e Roma, i cui responsabili sembrerebbero essere nuovi gruppi esoterici, ma anche le ”nuove chiese” che nascono e si diffondono sul web.

Leonardo De Angeli

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