FABRICA DI ROMA – Alla notizia della sua prematura scomparsa, sia nella comunità di Fabrica di Roma dove abitava con la sua famiglia, a Caprarola, paese d’origine del papà, e Carbognano ove, nella locale Stazione CC, prestava servizio, profonda emozione e costernazione a solcato i volti di quanti lo hanno conosciuto e potuto apprezzato per le sue doti umane e professionali. La sera di mercoledì scorso, mentre si trovava a casa con la convivente e la figlia, aveva accusato un dolore lancinante al petto e quindi la corsa all’ospedale Andosilla, di Civita Castellana. Dove i sanitari del nosocomio ritennero necessario trasferirlo in eliambulanza a Roma. Decisione che purtroppo si era rivelata del tutto inutile. Poco dopo infatti, avveniva il decesso. Mariano Mariani, si era arruolato nell’Arma nel 1991, frequentando la scuola “Allievi Carabinieri” di Campobasso. Dal 1991 al ’96, presta servizio a Caserta e nella locale Stazione di Cesa (Caserta).

 

Poi una parentesi lavorativa, poiché viene aggregato come atleta,di Atletica Leggera, nel Gruppo Sportivo Arma CC, in quel di Bologna. Nel territorio del Casertano, luogo ove la delinquenza imperversa, è attiva sia come criminalità organizzata che comune, già da giovane carabiniere si distingue per l’attaccamento all’istituzione, “per non comune senso del dovere e del sacrificio”. Infatti, era esattamente il 09 / 07 / 1996, in Carinuro (CE), unitamente ad altro commilitone, riceve un encomio da parte dell’allora Comandante della Regione Campania, Gen. Brigata Salvatore Fenu, con la seguente motivazione: ““ DI AVER INTERCETTATO UNITAMENTE AD ALTRO COMMILITONE , UN GRUPPO DI RAPINATORI DI UFFICIO POSTALE E CON DETERMINAZIONE E SPREZZO DEL PERICOLO, DOPO AVER REPLICATO A PRODITORIA AZIONE DI FUOCO, INSEGUIVA E CATTURAVA AL TERMINE DI VIOLENTA COLLUTAZIONE UNO DEI MALVIVENTI.” Dal 1997 al 1999, prestava servizio in altro territorio difficile Pagani (SA) luogo di incontro fra la criminalità napoletana e quella casertana. Nel 1999 riusciva finalmente ad avvicinarsi alla famiglia, giungendo nel paese di Blera rimanendovi fino al 2002. Dal 2002 ad ora è rimasto sempre nel paese di Carbognano, ove si era adattato in maniera perfetta, amalgamandosi nel piccolo tessuto sociale così come tutti i componenti della locale caserma. Impegnandosi come sempre, sicuramente, a far rispettare la legge, ma applicando la regola del buon senso che non’è scritta da nessuna parte. “L’appuntato Mariani, è, per chi lo conosceva un carabinieri di altri tempi, ligio al dovere, senza risparmiarsi, affrontava le difficoltà, – nel ricordo imperituro del suo comandante la stazione dei carabinieri e dei colleghi – onesto moralmente, intellettualmente ….. ripeto onesto e altruista … Una personalità fuori dal comune, di grosso spessore umano e morale”.

 

Cattolico praticante, – come ha sottolineato anche il parroco – un altruista per eccellenza, dedito alla famiglia, la sua famiglia, la figlia Francesca di anni 16 e la compagna Lucia. Egli nella parrocchia, era di casa, – ha sottolineato il parroco, don Chicco, di Fabrica di Roma – impegnato com’èra in tutte le attività connesse al volontariato.. per cui si era guadagnato la notorietà in tutto il comprensorio provinciale, già, non solo per la sua professione. Era – qualcuno ricorda – il nipote di Annibale Salcini, noto personaggio viterbese e commerciante fino agli anni Settanta. Mariano, lascia un vuoto, un grosso vuoto che sicuramente verrà colmato con il mettere in pratica tutto quello, in cui credeva e predicava. Inutile dire che il Duomo era stracolmo fino all’inverosimile, come pure la piazza. Al dolore della sua famiglia si sono stretti, oltre ai parenti ed amici, tanti, tantissimi colleghi a testimoniare la grande famiglia dell’Arma. A concelebrare la funzione funebre, don TerzilioPaoletti, detto Chicco, insieme al cappellano dell’Arma dei carabinieri, don Salvatore Falzone e un altro sacerdote. Ai lati del feretro due carabinieri in alta uniforme, sulla bara, posto sopra un cuscino “Berretto dell’Arma dei Carabinieri 4 stagioni Diadema,( il copricapo, il berretto) è rigido con fregio dell’Arma (metallico per appuntati e carabinieri). Durante la camera ardente allestita già dalla sera prima del funerale, sulla bara il copricapo a due punte, della grande uniforme speciale, detto “lucerna”,(si distingue per il notissimo pennacchio rosso e blu). Un trombettiere, il carabiniere Giorgio Principali, della Banda dei Carabinieri ha sottolineato i momenti più salienti della cerimonia religiosa, suonando il silenzio. Alla esequie ha partecipato, anche il Comandante la Regione CC – Lazio, il Gen. Angelo Agovino, il quale ha sottolineato pur non conoscendolo la figura del carabiniere, un carabiniere di altri tempi, “Mariano incarnava la figura del carabiniere che tutti vogliamo, Lui era molto attaccato all’Arma e si sentiva parte integrante di questa per il bene comune al servizio dei cittadini”.

 

Il parroco Don Terzilio, da tutti conosciuto con il più familiare, Don Chicco – ha ricordato- che faceva parte del coro del duomo e della Caritas locale con molto impegno e molto senso di responsabilità. “E’ con particolare dolore – ha sottolineato il parroco, visibilmente emozionato – che celebro il tuo funerale. Mariano aveva una fede forte – ha ancora detto con un magone in gola – consolidata nella pratica. Grazie Mariano dell’amicizia e dell’affetto quotidiano e constante che ci hai dato. Chi trova un amico trova un tesoro”. Il cappellano dell’Arma dei carabinieri, don Salvatore ha detto “L’Arma piange uno dei suoi figli e si è addormentato nella pace di Cristo”. All’uscita dal duomo, della bara portata a spalla dai suoi commilitoni e dal Comandante la Stazione CC di Carbognano Maresciallo Felice Pasquali dove l’Appuntato faceva servizio. Oltre al comandante provinciale dei carabinieri, Col. Mauro Conte, il Comandante la Compagnia di Ronciglione Magg. Carlo Scotti e il Comandante la Compagnia di Civita Castellana, il Magg. Stefano Leuzzi e il Ten. Simone Vecchiarello Comandante Norm- Compagnia Civita Castellana. Tra gli ufficiali numerosi sottufficiali e commilitoni dell’Arma. Rappresentanti di associazioni di volontariato, dalla Caritas, al Coro Polifonico del Duomo di Fabrica di Roma, oltre ad autorità civili e militari numerosi cittadini provenienti dai comuni vicinori.

 

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