CIVITA CASTELLANA – Una delle zone archeologiche e naturalistiche più importanti di Civita Castellana sarà presto sistemata grazie all’intervento promosso dall’amministrazione comunale. L’area archeologica di Celle e il percorso religioso “Colonnette” sono infatti oggetto di lavori che hanno già visto la pulizia del ponte a schiena d’asino. “Il ponte a schiena è stato ripulito da tutta la vegetazione infestante e verrà poi consolidato in modo che possiamo averne il recupero definitivo – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici, Sergio Annesi -. Il lavoro verrà concluso entro giugno, l’obiettivo è quello di far vivere quell’area importante per la valorizzazione della città grazie al coinvolgimento di associazioni che si occupano di tutela e valorizzazione del territorio”.

 

L’importo complessivo dei lavori per quell’area è di 350 mila euro, di cui 255 mila coperti da un finanziamento regionale e il restante dall’amministrazione comunale. Il Comune di Civita Castellana ha ottenuto il finanziamento partecipando al bando regionale per la Progettazione Integrata Territoriale insieme ad altri comuni con il progetto denominato “Castel Sant’Elia e Nepi: terra di Anacoreti”. Il ponte medievale a schiena d’asino e l’antica porta fanno parte di un percorso che, molto probabilmente, dopo il 1600 sostituì l’antica via Flaminia, permettendo a chi proveniva da nord di raggiungere l’abitato di Civita Castellana. Tra le due persistenze si trova un’area archeologica in cui sono conservati i ruderi del “Santuario di Giunone Curite”, culto di grande rilevanza nel mondo dei Falisci, mentre le zone soprastanti sono occupate da una complessa necropoli coeva, con molte tombe “a pozzetto” e “a camera ipogea”.

 

“E’ sicuramente un’operazione storica – ha spiegato il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli – perché il ponte, uno dei pochi ponti rimasti integri di questa tipologia, è stato trascurato per molto tempo, mentre è importantissimo recuperarlo e conservarlo. L’area è stata parzialmente sistemata per permettere la fruibilità anche ai cittadini attraverso l’escursionismo naturalistico, che è sicuramente una delle vocazioni della nostra città. Già adesso si vede la bellezza del luogo e si vedrà ancora di più alla conclusione dei lavori, ma ci sono ancora due cose da fare: una è cercare con la Soprintendenza di sistemare anche il Tempio di Giunone, l’altra è completare il lavoro già iniziato di conduzione degli scarichi fognari al depuratore in modo che l’area diventi un’oasi naturalistica.”

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