Un tormento durato quasi dieci anni, un incubo iniziato nel 2009 e diventato sempre più angosciante con il passare dei mesi. Vittima la celebre attrice Sabrina Ferilli, perseguitata da un uomo che per conquistarla aveva tentato di tutto arrivando a spaventarla a morte.

Ora per lui, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, è scattata la condanna a un anno di reclusione – pena sospesa – con l’accusa di stalking. Dopo avere ottenuto la misura del divieto di avvicinamento, la pm Daniela Cento aveva chiesto 3 anni e 3 mesi di reclusione.

Lo stalker, oggi 69enne viterbese, aveva iniziato a seguire l’attrice dicendo di essere un grandissimo ammiratore e di avere scritto dei copioni cinematografici apposta per lei.

Poi, aveva iniziato a presentarsi sotto casa sua: almeno due volte a settimana, con un fiore in mano. Almeno due volte a settimana si faceva trovare all’ingresso, con un fiore in mano. “Le cantavo canzoni, volevo offrirle dei fiori, non ho minacciato nessuno”, ha raccontato agli inquirenti.

Poi, però, le visite erano diventate quasi ossessive e l’attrice aveva iniziato ad avere paura. Una volta, tornando a casa, l’aveva trovato vestito con una tuta celeste e con una spada giocattolo in mano: “Mi mandano i marziani – avrebbe detto lui come riportato da Sabrina ferilli – mi hanno ordinato di unirmi sessualmente a te, per la sopravvivenza della razza umana”. E di fronte al rifiuto della Ferilli e alla sua fuga, lui aveva gridato: «Sei una distruttrice dell’umanità!».

Poi altre occasioni, in cui lui aveva tentato di intrufolarsi nel palazzo arrivando anche a strattonarla e afferrarla per un braccio. Una volta aveva addirittura bloccato la macchina della vittima in mezzo alla strada.

La Ferilli, che ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo e che non ha chiesto risarcimenti, dopo essere stata tormentata per anni aveva deciso di sporgere denuncia. Per paura, era addirittura stata costretta a modificare le abitudini di vita, uscendo addirittura di casa camuffata per non farsi riconoscere e non frequentando più gli stessi locali di sempre.