VITERBO – “Già da tempo, nel 2010, l’amministrazione penitenziaria ha predisposto una attenta sorveglianza e monitoraggio all’interno delle carceri in special modo quali possano essere le dinamiche individuali che determinano, in alcuni soggetti, la scelta di intraprendere un percorso di radicalizzazione violenta ( cc.dd. ” identità vunerabile”) a prescindere dalla manifestazione esteriore che questa scelta può assumere ( fondamentalismo islamico, ideologie neonaziste, anarco insurrezionaliste etc etc).

 

In particolare modo si stanno organizzando corsi di formazione finalizzati a prevenire forme di radicalizzazione violenta( cc.dd. “identità vulnerabili”) e di proselitismo che come noto trovano nel carceri un contesto particolare fertile su cui innescarsi.

 

Il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, assume quindi un ruolo importante all’interno delle carceri,sia quelle della Regione ma anche in ambito nazionale, i quali formati adeguatamente, possono percepire ed anticipare eventuali attentati o azioni delittuose difendendo la sicurezza degli Istituti Penitenziari ma allo stesso tempo dei cittadini e dello Stato.

 

Personale che come noto lavora sotto organico ma che espleta con spirito di Corpo il proprio servizio seppur in condizioni disagiate e non adeguatamente remunerate”.

 

Costantino Massimo
Segretario Generale Aggiunto CISL FNS

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