Nel pomeriggio del 28 gennaio 2020, a Bolsena (VT) la Squadra Mobile di Viterbo ha proceduto all’arresto in flagranza di due abitanti del comune lacustre, l’uno di 78 anni di età e l’altro di 70, all’atto di compiere i reati di “estorsione e usura in concorso”, in danno di una donna di 38 anni anch’essa residente in provincia di Viterbo, nonché per i reati di “porto abusivo di strumento atto all’offesa” e, per quanto riguarda il più anziano dei due, anche “porto abusivo di arma da sparo”.

L’attività investigativa degli uomini della Polizia di Stato è partita dalla denuncia presentata in Questura dalla vittima, che ha rappresentato le circostanze che l’hanno portata a temere per l’incolumità propria e dei famigliari. Versando in una situazione di difficoltà economica, la stessa aveva infatti accettato un prestito di denaro la cui somma, nel giro di poche ore, lei avrebbe dovuto restituire per un importo doppio, pena ripercussioni gravi in danno suo e dei prossimi congiunti.

Preso atto della gravità della situazione, gli uomini della Squadra Mobile della Questura della Tuscia hanno informato tempestivamente la Procura della Repubblica di Viterbo, con la quale sono stati concordati tempi e modi d’intervento: si è infatti deciso di fornire alla vittima banconote con numero progressivo registrato da consegnare agli estorsori in luogo ed orario prestabiliti, in modo da poter intervenire nell’immediatezza del fatto.

Pianificato e predisposto il servizio sul territorio, comprensivo anche di operatori di polizia scientifica appostati in luogo idoneo per riprendere la scena, gli investigatori della Squadra Mobile hanno seguito le fasi dell’incontro tra la vittima e gli autori del reato, in stretto raccordo informativo con il P.M. di turno della Procura di Viterbo, fino alla consegna della busta con il denaro. A quel punto è scattato il blitz che, nel giro di pochi secondi, ha portato gli uomini della Polizia di Stato a bloccare i due estorsori all’interno dell’auto, con il denaro ancora in mano.

A seguito della perquisizione contestualmente compiuta, sono stati rinvenuti e sequestrati un assegno che la vittima aveva dovuto riempire con l’intero importo e consegnare agli estortori in pegno fino alla restituzione della cifra, e il documento d’identità che gli stessi avevano trattenuto alla parte offesa così minacciandola, nel caso non avesse proceduto al tempestivo pagamento, di “andare a cercarla a casa per fare del male a lei e ai genitori”. Nel medesimo frangente sono stati sequestrati coltelli ad entrambi i soggetti, ed una pistola con relativo munizionamento che uno dei due teneva sotto il sedile della propria auto.

L’attività di P.G. della Polizia di Stato è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo: il GIP ha convalidato gli arresti compiuti, disponendo per gli indagati la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Bolsena (VT).

L’approfondimento investigativo prosegue per verificare se vi siano stati altri episodi di segno analogo: si invita la cittadinanza eventualmente interessata a sporgere denuncia a rivolgersi alla Procura di Viterbo o alla Questura di Viterbo.