Continua la polemica, anche sui social network, circa l’increscioso episodio di inciviltà che si è verificato domenica scorsa. Molti non riescono a comprendere che non serve stabilire chi si è reso responsabile del primo atto di violenza, compito delle istituzioni chiamate ad indagare sul fatto, piuttosto di condannare quanto accaduto ed impegnarsi affinché episodi simili non si verifichino mai più.

Prima di tutto dobbiamo prendere atto che le condizioni di salute del giovane calciatore Alessandro Barchino sono ancora preoccupanti.

In seconda istanza stanno emergendo attestazioni che mettono in dubbio la regolarità del campo e delle sue infrastrutture, ma andiamo per ordine.

I cancelli d’accesso al campo di gioco non erano utilizzabili per le emergenze, infatti, sugli spalti era presente un’infermiera professionista che, compresa la gravità dell’accaduto, si è prodigata per dare soccorso, ma gli ingressi erano chiusi ermeticamente e solo grazie all’aiuto di alcune persone ha potuto scavalcare la rete di recinzione, correndo rischi per la sua d’incolumità.

La mancanza dell’ambulanza con medico in prossimità del campo, come regolamento sportivo suggerisce e raccomanda, la lentezza dei soccorsi, arrivati circa venti minuti dopo l’accaduto con il giocatore a terra sanguinante, sono altri elementi preoccupanti.

Nella struttura calcistica non è stato possibile reperire un defibrillatore in tempi rapidi…

Pietro Brigliozzi

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