VITERBO – “Letteralmente disumano e anacronistico anche il solo pensare di poter abbattere animali senza alcuno scopo nell’anno 2015. Quando credevamo di aver acquisito una manciata di diritti nei confronti degli animali, ecco qua che subito spunta chi, senza parvenza di ragione, decide di eliminare, in una manifesta crisi di onnipotenza divina, animali che da sempre adornano le meravigliose mura viterbesi.

 

Sentirei il bisogno impulsivo di illustrare le mille e poi mille motivazioni di non belligeranza nei confronti di inermi animali, ma non ritenendo degna della benchè minima attenzione una platea che usa le armi per eliminare ciò che opinabilmente infastidisce i pochi ma indiscutibilmente appartiene ed è patrimonio storico dell’intera umanità, mi limiterò a spendere meno inchiostro possibile, evitando accuratamente inutili tentativi di umanizzazione, rammentando solo quella che dovrebbe essere la Legge che punisce gli ideatori di siffatte inutili e arbitrarie stragi: “L’uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544 bis del Codice Penale ai sensi del quale: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.»

 

Una parte della dottrina recente ha etichettato questo reato coniando il neologismo “animalicidio”, a sottolineare il parallelo realizzato dal legislatore tra questa fattispecie delittuosa e l’omicidio.

 

Una volta rammentato quanto sopra, mi sembra doveroso portare a conoscenza quanti vorranno intraprendere azioni cruente avverso gli animali, che tutte le associazioni animaliste (non politicizzate) di questa città, nel caso in cui la riunione del 26 Novembre p.v. che si terrà presso la sala della Provincia, porti a risultati non degni della natura umana, inizieranno una battaglia legale atta a ristabilire il normale andamento della natura anche in una città ostica agli animali qual’è la nostra”.

 

Leonardo De Angeli

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email