Barbara Bianchi

 

VITERBO – Siamo nel 2008. All’alba dell’apertura dei nuovi sportelli polifunzionali al piano terra, presso l’ospedale di Belcolle. L’ampliamento del personale, per soddisfare tale servizio, si rende necessario e rappresenta un’occasione più che ghiotta per i piani alti degli ambienti sanitari. A riferire in aula, nell’ambito del maxi processo Asl, le vicende riguardanti l’appalto per il front office e le successive assunzioni, un dipendente Telecom Italia e l’ex segretario di fiducia del direttore generale Aloisio. L’uno, già indagato ed arrestato per corruzione, l’altro chiamato a deporre come testimone.

 

“Gli sportelli non esistevano prima del 2008 – ha dichiarato il dipendente Asl – andava quindi ampliato il personale: a gestire le assunzioni, all’epoca, era la società Ali, che faceva capo a Parroncini. Ma non tutto avveniva in maniera autonoma e regolare: in parte era l’ex direttore generale a indicare chi assumere.”.

 

E, solamente tra il gennaio e il maggio 2008, queste assunzioni sarebbero ammontate a più di una dozzina: un posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato in cambio di appoggio politico, secondo la linea dell’accusa. Lo stesso ha infatti sottolineato: “Era soprattutto la moglie di Aloisio a segnalare nomi: non lavorava in ambito ospedaliero, ma era consigliere comunale.”. Carica politica ricoperta proprio a seguito del maggio 2008. “Partecipai anch’io a quelle elezioni e venni eletto. Purtroppo per me, prendendo più voti della moglie di Aloisio: venni allontanato dal mio ruolo di segretario e il rapporto con l’ex direttore generale si interruppe bruscamente. Capii solo in un secondo momento il perché, quando durante una riunione di partito mi venne detto: ‘All’uccello ingordo, gli scoppia il gozzo’ ”. Tutta una questione di invidie e superiorità politica.

 

A fare da tramite tra società Ali e ambienti interni della Asl, Ferdinando Selvaggini, l’ex responsabile del centro elaborazione dati dell’azienda sanitaria: “Ricevevo, periodicamente, in busta chiusa, nomi di persone da inserire come dipendenti all’interno degli sportelli o del centralino – ha spiegato poi il dipendente Telecom Italia, che, all’interno della Asl viterbese si occupava della manutenzione e della gestione delle comunicazioni – eravamo partiti da 40, massimo 42 impiegati, arrivando poi a una cinquantina.”. Tutti nomi indicati dall’alto.

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