VITERBO – “Gentile Direttore, mi permetto scriverLe per segnalare quanto mi è accaduto nel corso di una vacanza di alcuni giorni, appena conclusa a Viterbo e nella Tuscia. Venerdì sera ho parcheggiato nel grande parcheggio attiguo al centro storico, parcheggio di cui non so il nome. L’indomani sono stato svegliato da una chiamata della centrale ViaSat con cui mi si chiedeva di controllare l’auto, dato che la loro rete di controllo segnalava irregolarità.

 

Sceso di corsa al parcheggio, l’ho trovato trasformato in un grande mercato. Ho così capito che non era avvenuto alcun furto ma che la mia vettura era stata semplicemente rimossa. Tranquillizzato, ho cercato la pattuglia di vigili sul posto, che mi ha confermato come la mia macchina fosse stata prelevata dal carro attrezzi e trasportata in un deposito fuori città. Mi è stato facile raggiungere quel deposito grazie alla cortesia di un ex vigile, presente alla conversazione, che si è offerto di accompagnarmi con la sua auto sino alla sede periferica dove ho ritrovato la mia di auto. Pagati oltre 80 euro per il costo del prelievo del mezzo, ricevuto il bollettino per la multa per la sosta, che pagherò domani, sono tornato in possesso della vettura e sono potuto tornare in hotel per prelevare le persone che viaggiavano con me. Insieme ci siamo recati al parcheggio-mercato per pagare la sosta, ovviamente anche per le ore in cui la mia auto non era più affidata a loro.

 

Ovunque ho riscontrato grande cortesia e “partecipazione” al disagio accadutomi, anche da parte dei vigili urbani. Ciò che mi preme segnalare è la totale inadeguatezza della segnalazione circa la periodica trasformazione di quel parcheggio in mercato cittadino. E’ vero che, come mi è stato fatto notare, “tutti sanno che al sabato qui c’è mercato”, ma temo che questa sia una verità ovvia per i residenti e per il territorio, ma non per l’incauto ospite occasionale della città.

 

L’unica segnalazione che abbiamo notato (a posteriori, purtroppo) è un cartello all’ingresso, posto in una posizione inadeguata, difficilmente visibile a chi sta cercando di entrare nel grande impianto. Sia perché il malcapitato è impegnato a guadagnarsi l’ingresso (il parcheggio era ai limiti della capienza), poi perché attento a capire come funziona l’impianto e infine ad adocchiare se e dove esistono posti liberi. Colpisce il fatto che il parcheggio è zeppo di plance pubblicitarie, almeno una ventina, bifacciali e in gran parte non occupate. Inserire la segnalazione del mercato in alcune di queste plance non sarebbe costato un euro. Se questi impianti non bastassero, ve ne sono altri di grandi dimensioni, ben evidenti. Nulla poi impedirebbe di posizionare alle uscite pedonali dei semplici cartelli di avviso, da mettere in loco il venerdì e togliere il sabato. Non credo sia questione di spesa, bensì di attenzione verso i malcapitati che scelgono Viterbo per un soggiorno o una visita.  Viterbo e la Tuscia sono mete decisamente interessanti e non particolarmente sfruttate sotto il profilo del turismo verso i luoghi d’arte. Qui persino i vigili urbani sono cortesi e sorridenti. Peccato che una piccola sciatteria vada ad offuscare il piacere di scoprire una città davvero piacevole e ospitale. Saluti cordiali”.

 

Sergio Campagnolo

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