VITERBO – Nella mattina del 12 marzo scorso la Digos di Viterbo, diretta dalla locale Procura della Repubblica, ha tratto in arresto nel capoluogo della Tuscia un 24enne cittadino italiano di origine lettone per possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi.

L’attività investigativa, coordinata dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS, ha rappresentato il risultato di un collaudato sistema di prevenzione alla minaccia terroristica che si è avvalso di canali di collaborazione internazionale e dello stretto rapporto operativo tra gli apparati centrali e territoriali della Polizia di Stato.

L’indagine è scaturita da una segnalazione del F.B.I. statunitense (Federal Bureau Investigation) relativa ad alcune espressioni di apprezzamento sui social media, postate dall’Italia nei confronti di Sayfullo Saipov, l’estremista islamico che il 31 ottobre 2017 a New York con un camion ha investito su una pista ciclabile 8 persone, provocandone la morte.

Agghiacciante, tra le frasi postate sui social da parte dell’arrestato, quella pubblicata su Instagram: “È ora di ammazzare i bambini dell’asilo”.

Gli accertamenti effettuati dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS hanno permesso di identificare subito l’autore dei post nel giovane arrestato, mai evidenziatosi prima sotto il profilo politico/religioso, che è stato immediatamente sottoposto ad accertamenti informativi e a strettissimo monitoraggio da parte della Digos di Viterbo .

All’esito della perquisizione, cui hanno partecipato unità cinofile antisabotaggio e specialisti della Polizia delle Telecomunicazioni, sono stati sequestrati diversi precursori per la fabbricazione di ordigni artigianali nonché un manufatto cilindrico di cartone, riempito di polvere di natura non ancora accertata, cui erano state incollate numerose monete di piccole dimensioni. Nell’abitazione sono stati anche rinvenuti un fucile e 2 pistole ad aria compressa, un c.d. “tirapugni” oltre ad alcune apparecchiature informatiche.

A dimostrazione della bontà dell’impianto accusatorio, ieri il G.I.P. ha convalidato l’arresto del giovane 24enne disponendo la sua custodia cautelare in carcere per il reato di cui all’art. 435 c.p., reato spia, sul quale sono in corso accertamenti per eventuali altre ipotesi di reato.

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