Come noto, il 2020 è stato caratterizzato da eventi, sia a livello globale, sia nazionale, che hanno avuto notevoli riflessi sulle attività di prevenzione, monitoraggio ed investigative quotidianamente svolte dal personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni e finalizzate al contrasto delle azioni eversive, del terrorismo internazionale, dei fenomeni di radicalizzazione sul web.

Consistenti sono stati gli sforzi dedicati al contrasto dei fenomeni di radicalizzazione jihadista, nonché volti ad arginare la propaganda del Daesh, che attualmente è veicolata da vari Media Center insistenti nelle province del Califfato che si appoggiano ai c.d. Supporter Generated Content per la diffusione dei contenuti illeciti all’interno delle varie piattaforme di comunicazione.

In questo ambito, gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno concorso con altri organi di Polizia e di intelligence alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. L’attività, funzionale al contrasto del proselitismo e alla prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione, ha permesso di sviluppare un dedicato monitoraggio di circa 36.000 spazi web e alla rimozione di diversi contenuti inneggianti alla jihad.

In particolare, nel corso del 2020 sono proseguite le attività svolte dal personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni all’interno dei tavoli di lavoro internazionali deputati al contrasto del Cyberterrorismo, con il coordinamento di Europol e con il coinvolgimento di tutte le Forze dell’Ordine degli Stati Membri, nonché dei rappresentanti dei maggiori Internet Service Provider, tra i quali soprattutto Telegram (che è stato il fornitore di servizi online che ha ricevuto la maggior parte delle richieste di rimozione e che ha allontanato dalla propria piattaforma una parte significativa degli attori chiave all’interno della rete di diffusione della propaganda IS).

Ed ancora, in tale contesto operativo, tra le principali attività svolte nel corso del 2020 dal personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni si evidenzia la partecipazione all’azione denominata “RAD – Referral Action Day on instructional material online” svoltasi il 2 luglio 2020 e promossa da Europol al fine di procedere – tramite la segnalazione ai rispettivi Provider interessati – alla rimozione di ogni tipo di contenuto didattico in formato digitale utilizzato per la pianificazione e realizzazione di attacchi terroristici.

Durante l’azione, gli esperti della Sezione Cyberterrorismo hanno rilevato, valutato e segnalato i contenuti online, inclusi manuali e tutorials su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire bombe. Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico.

All’esito delle attività è stato segnalato per la successiva rimozione un numero complessivo di 1724 url riconducibili a 113 piattaforme web utilizzate per la propaganda jihadista e n. 182 url su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’ultradestra ed antagonista/anarchica.

Per quanto concerne, invece, l’attività di contrasto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni si avvale della possibilità prevista per legge di avviare attività sotto copertura, con l’impiego di profili o meglio di vere e proprie identità virtuali, costruiti ad hoc e fatti “maturare” nel tempo, gestiti da personale specializzato, con l’affiancamento dei mediatori linguistici e culturali.

Oltre alle suindicate attività sia preventive, sia di Polizia Giudiziaria connesse al terrorismo di matrice jihadista, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha registrato nel corso degli ultimi anni un notevole incremento nell’ambito del settore della propaganda online legata all’estremismo razzista e xenofobo, riscontrando un trend di forum e discussioni dedicate all’argomento in costante aumento.

Anche in tale contesto, dunque, sono stati indirizzati gli sforzi operativi del personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che lo scorso 3 novembre ha preso parte all’azione operativa denominata “JAD – Joint Action Day to combat hate postings”, sotto il coordinamento di Europol e la partecipazione dell’unità specializzata del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e rappresentanti delle polizia di diversi Paesi europei, con l’obiettivo di contrastare la pubblicazione online di messaggi d’odio connotati da aspetti xenofobi, razzisti ovvero discriminatori.

L’attività è stata condotta a livello territoriale dalle DIGOS e dai Compartimenti Polizia Postale, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Nell’ambito delle attività di monitoraggio svolta dal Compartimento Polizia Postale per il Lazio ha svolto una rilevante attività di monitoraggio dei canali e gruppi all’interno delle varie piattaforme di comunicazione online nelle quali sono stati pubblicati numerosissimi commenti in cui emergeva la volontà di reagire alle decisioni governative attraverso vere e proprie azioni di piazza, anche violente.

Nel contesto di tali monitoraggi il Compartimento di Roma segnalava un soggetto che organizzava una manifestazione in Roma con partenza da Massa Carrara, in violazione del DPCM in vigore. A seguito di tale segnalazione, veniva controllato e deferito all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art.650 cp;

La squadra Cyberterrorismo del Compartimento riscontrava altresì la presenza di un account che pubblicava all’interno dello stesso profilo fotografie di armi ed esplosivi. Dagli elementi contenuti all’interno del profilo è stato possibile identificare il detentore dell’account quindi procedere a perquisizione locale e personale ai sensi dell’art. 41 TULPS, accertando l’omessa custodia delle armi regolarmente dichiarate, che venivano ritirate.

Venivano infine individuati i profili di 93 soggetti, titolari di un account sulla piattaforma social network Facebook, presenti nella Banca Dati AFIS in quanto sottoposti a rilievi fotodattiloscopici come personaggi gravitanti nell’ambito dell’ estremismo Islamico:

  1. COMMISSARIATO DI PS ONLINE

Il portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e fare segnalazioni.

 

PERIODO NR. VISITE ACCESSI
TOTALE 2019 1.014.446 28.580.287
TOTALE 2020 3.191.633 65.094.386
INCREMENTO % + 214,6 % + 127,7 %

 

Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.

Di particolare importanza le segnalazioni giunte anche sul sito del Commissariato di P.S. on-line per i reati di cyberbullismo, perpetrati da studenti nei confronti di compagni di scuola e non, attraverso i social media, con atti denigratori e diffamatori. Alcune attività sono sfociate nell’emissione da parte dei Questori di provvedimenti di ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.

ATTIVITÀ DEL COMMISSARIATO DI PS ONLINE

 

PERIODO SEGNALAZIONI INFORMAZIONI DENUNCE
2019 23311  20923 10571
2020 55792 25743 11977
INCREMENTO % + 139.3% + 23.0 % + 13,3 %

 

FAKE NEWS

Nell’ambito del diversificato contesto operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, particolare attenzione viene costantemente rivolta anche al fenomeno della “disinformazione”, con un impegno ancor maggiore nel contesto emergenziale vissuto a causa della diffusione del virus Sars-Cov2: la crescente proliferazione delle cd. fake news, sovente caratterizzata da un potenziale impatto negativo sulla salute pubblica e sulla corretta ed efficace comunicazione istituzionale ha imposto di innalzare i livelli di attenzione nell’ottica di un efficace contenimento del particolare fenomeno.

L’azione di contrasto attuata, rispetto alle varie fenomenologie delittuose che hanno caratterizzato la fase dell’emergenza Covid-19 (talora agevolate dalla diffusione di fale notizie e/o informazioni), è stata, quindi, realizzata non soltanto sotto il profilo della repressione dei reati tentati o consumati, ma anche nell’ottica di interventi di tipo preventivo, tesi a veicolare alla cittadinanza le informazioni utili per contenere ed impedire le condotte delittuose sopra richiamate.

In tale direzione, il potenziamento dell’operatività del Commissariato di PS online ha permesso di innalzare i livelli di interazione con i cittadini, i quali, in una situazione di emergenza sanitaria, hanno mostrato un accresciuto bisogno di strumenti idonei a garantire rapidi ed efficaci riferimenti istituzionali a cui poter indirizzare le proprie segnalazioni e le proprie preoccupazioni e da cui poter apprendere informazioni corrette, utili anche a prevenire il consumarsi di condotte delittuose.

Al riguardo, dall’inizio dell’emergenza COVID-19, sono stati individuati 136 eventi, riconducibili al fenomeno della disinformazione, rispetto ai quali è stato predisposto uno specifico alert funzionale alla veicolazione delle corrette informazioni.

 

PERIODO SEGNALAZIONI FAKE NEWS ALERT

DIRAMATI

TOTALE 2019 21 29
TOTALE 2020 134 136
INCREMENTO PERCENTUALE RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DELL’ANNO PRECEDENTE + 436,0% + 353,3 %

 

ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

Parallelamente all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino. La Polizia Postale e delle Comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.

Nello specifico si evidenzia la campagna educativa itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Una Vita da Social”, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 2milioni e mezzo di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 220.000 genitori, 125.000 insegnanti per un totale di 18.500 Istituti scolastici e 350 città raggiunte sul territorio nazionale.

Nell’ottica della cennata azione di prevenzione il Compartimento Polizia Postale per il Lazio ha trattato oltre 2000 segnalazioni pervenute via e-mail nel cui contesto sono state fornite ai cittadini richiedenti informazioni utili, soprattutto, per prevenire possibili frodi.  Di queste, oltre 50 segnalazioni anonime hanno riguardato richieste di aiuto da parte di persone in evidente stato di disagio emotivo e psicologico che preannunciavano propositi suicidari tramite web, sulle varie piattaforme social e/o via email e  sono state risolte con l’identificazione ed il rintraccio del soggetto segnalante poi avviato alle strutture mediche competenti del Territorio.

Inoltre, nell’ambito della consueta azione di sensibilizzazione per la prevenzione dei rischi connessi alla navigazione in internet di adolescenti, gli operatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Lazio hanno effettuato incontri in 57 Istituti Scolastici della Regione, coinvolgendo quasi 8600 studenti, oltre 516 docenti e quasi 500 genitori, trattando argomenti come phishing, hacking, adescamento on line, truffe, furti di identità e cyberbullismo.

Controllo del territorio

Al fine di prevenire e contrastare i reati commessi nell’ambito del circuito postale, il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Lazio ha garantito 488 pattuglie sul territorio che hanno assicurato la vigilanza degli uffici postali della Regione, con particolare riferimento ai giorni in cui è previsto il pagamento delle pensioni.

Nell’ambito di tali attività di controllo del territorio è stato possibile  trarre in arresto nr. 2 soggetti colti in flagranza del reato di rapina in danno della banca Popolare della Puglia e Basilicata, filiale di Frosinone. Un successivo supplemento di indagine ha inoltre consentito di attribuire ad uno dei due rei anche una rapina consumata presso l’ufficio Postale di Tecchiena di Alatri (FR).