CIVITA CASTELLANA – In coerenza con la personalità e la sensibilità di Giovanni Di Meo, i familiari del ragazzo, morto suicida qualche giorno fa, hanno chiesto agli amici e a quanti hanno voluto partecipare di devolvere la somma, raccolta per corone e cuscini di fiori, in beneficenza. Destinataria della donazione sarà l’Associazione di Promozione Sociale “Il Regno dei Bambini”.

 

Gli amici di Giovanni hanno ben accolto la decisione dei familiari e sono riusciti a mettere insieme una somma tale da garantire ai 130 bambini della scuola Burkinabe’, sostenuta dall’APS, la quantità di cibo necessaria per offrire loro almeno due pasti al giorno per un mese.

 

“A nome mio e dell’associazione ringrazio la famiglia e gli amici di Giovanni. – ha dichiarato la presidente dell’Aps Il Regno dei Bambini, Elisa Mei – La donazione verrà utilizzata per garantire gli studi e il sostentamento dei bambini che frequentano la nostra scuola a Tenkodogo, in Burkina Faso. Ci uniamo al dolore della famiglia in questo momento di estrema sofferenza. Siamo loro grati per questo bellissimo gesto, fatto in ricordo di Giovanni e del suo buon cuore”.

 

Gli amici del giovane hanno condiviso la scelta della famiglia Di Meo e hanno deciso di salutarlo un’ultima volta con una lettera: “Ognuno di noi, dicono, ha due volti. Riduttivo, forse, per chi come noi ti ha conosciuto. Allo stesso tempo sensibile quanto polemico, fragile quanto forte e tenace, arrabbiato col mondo e in perenne contraddizione con il suo essere gioviale, amico di tutti, un po’ scemo per ridere di mille cavolate ma così forte, la spalla su cui piangere quando la giornata andava male e da ridere non c’era niente.

 

Ti hanno conosciuto in tanti, e nessuno che ti abbia realmente conosciuto può darsi pace. Ma in fondo non esiste pace o consolazione, per rassegnarsi ad accettare il fatto che non ci sei più. “Un fiore cresciuto sul cemento e sull’asfalto”. Parole di una canzone, la musica che amavi, dura come la tua testa ma sensibile come la tua natura. Tu eri acciaio, e come acciaio non ti sei mai piegato ma ti sei spezzato invece, così all’improvviso, lasciando pezzi di te in ognuno di noi come semi, germogli di speranza misti ad incredulità, sorpresa, tristezza e malinconia. Ma è un dovere, soprattutto, la tua eredità. Una responsabilità che pesa come un macigno ma che faremo nostra, perché te la dobbiamo e perché è quello che abbiamo sempre ammirato in te: lottare ed essere coerenti, non arrendersi, MAI passivi ma sempre a testa alta, colpo su colpo, combattere! Siamo noi il tuo lascito, e in noi vivranno le tue parole, il tuo sorriso e la tua forza, e ne faremo il nostro tesoro, la nostra guida, il nostro esempio.

 

Ciao Giovà. Trovala adesso, la pace che meriti”.

 

Una dedica dagli amici di Giovanni Di Meo: “Siate sempre capaci di sentire, nel profondo, qualsiasi ingiustizia commessa, contro qualunque persona, in qualunque parte del mondo” (Ernesto Che Guevara).

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