VITERBO – Che io abbia il cuore tenero, ormai credo sia assodato, ma nel vedere alcune foto su tutti i quotidiani, potrei liquefarmi all’inverosimile.

I miei occhi gioiscono nel vedere queste “blasonate” mani destre accarezzare teneramente questi animaletti, mentre le mani sinistre insanguinate firmano giornalmente editti parlamentari di stragi animaliste. Una al giorno, è esattamente questa la frequenza con la quale il nostro parlamento firma provvedimenti di abbattimento ingiustificate, inutili, devastanti e disumane.

Ultima, ma non ultima, quella sugli ungulati, incuranti o forse ignoranti del fatto che nei primi decenni del XIX secolo il cervo poteva considerarsi pressoché estinto, probabilmente sia a causa delle modificazioni ambientali che per gli effetti dell’eccessiva pressione venatoria esercitata in particolare tra XVII e XVIII secolo. Il cervo è quindi ricomparso, in modo occasionale, tra gli anni ’20 e gli anni ’30 dello scorso secolo, grazie all’espansione numerica dei nuclei presenti in Alto Adige/Südtirol e nel Canton Grigioni, in Svizzera orientale. Oggi grazie a questi, ed altri, teneri “accarezzatori” ritorneremo indietro di secoli.

Solo per dovere di cronaca e di mero piccolo esempio: verranno nei prossimi giorni abbattuti 1000 cervi tra Belluno e Treviso, oltre 2300 capi verranno abbattuti in Val di Fiemme, disperato anche il piano di abbattimento in Valtellina, circa 700 nell’Arcipelago Toscano e Isola d’Elba, 250 mila in tutto nella sola Regione Toscana. Ha deciso di sterminare, per mezzo dei cacciatori, non il 20%, non il 50%, non il 90% , MA TUTTI, l’intera popolazione di cervi rea, a detta di un Dio-Sindaco , di mangiare le olive ai contadini nelle campagne di uno splendido borgo medievale d’origine etrusca noto ora anche per la prossima strage gratuita di cervi.

Sindaco, che solo un anno fa, prima della ricerca dei voti dei cacciatori, pensava addirittura di aprire il safari fotografico al Cervo, al Daino, al Capriolo. Stessa sorte per i poveri Cervi che si aggirano per il territorio della Maremma toscana. Il Sindaco non dorme la notte a causa della presenza dei Cervi europei (Cervus elaphus), tanto da decidere di eradicarli, cioè abbattuti tutti quanti, in base al programma di caccia di selezione elaborato in base al Regolamento provinciale per la gestione faunistica di cervidi e bovidi e del Piano faunistico-venatorio provinciale. Oltre 700 verranno abbattuti nei prossimi giorni in un Comune della Lombardia. Mi fermo ma potrei continuare sino a terminare l’inchiostro.

Un solo grande problema nasce in questi giorni tra le associazioni dei cacciatori di tutta Italia e lo stato. Il fatto che nelle assegnazioni annuali, vi sia indicata solo una piccola parte di esemplari maschi e una parte più consistente di esemplari femmine e inermi cuccioli. Ma i cacciatori prediligono per «le stragi» i maschi, perché hanno il trofeo. Gli esemplari piccoli e le femmine vengono dunque “illegalmente” lasciati indietro negli abbattimenti. I piani prevedono che prima si possa sparare alle femmine e ai piccoli e solo poi si acceda ai maschi.

E’ proprio per questa forma di ricatto elettorale che le province, le regioni ed i comuni di tutta Italia stanno repentinamente cambiando la regolamentazione delle stragi, insomma, nel nostro paese non esiste più il Porcellum, l’Italicum, il Mattarellum, MA SOLO IL “NO CORNUM – NO VOTUM”.

Leonardo De Angeli

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