NEPI – “La sezione Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) “Emilio Sugoni” di Nepi piange e ricorda con affetto, stima e profonda gratitudine Massimo Rendina, un amico, un uomo di grande generosità, schietto nel parlare, semplice, generoso e sempre presente nelle iniziative, come più volte a Nepi, di ascolto, dialogo e riflessione sul tema dell’impegno antifascista e della sua costante necessità di essere attualizzato ,anche alla luce dei veloci cambiamenti politici, sociali ed economici, in senso autoritario e sempre meno democratici, in corso in Italia e nel mondo.

 

Più volte con Massimo Rendina abbiamo ragionato e convenuto che oggi antifascismo deve significare ed essere lotta per la legalità, per la giustizia, la pace, per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Antifascismo deve essere azione nonviolenta contro ogni forma di discriminazione, povertà, sfruttamento e intimidazione, contro l’omofobia, il femminicidio e la xenofobia, per l’affermazione di una cultura umana del rispetto di ogni essere umano e per la salvaguardia dei beni comuni: il lavoro, la salute, un ambiente sano. L’esempio e l’insegnamento di Massimo Rendina ci faranno da costante guida e ci sosteranno nella costruzione di un mondo più giusto, più umano, quello stesso mondo che hanno sognato, voluto e per il quale si sono battuti anche i Partigiani italiani”.

 

Il Direttivo della sezione Anpi “Emilio Sugoni”
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“È venuto a mancare Massimo Rendina. Aveva da poco compiuto 95 anni. Di origini veneziane, da Tenente di Fanteria era stato inviato sul Fronte russo. Dopo l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, era passato alla Resistenza, combattuta in Piemonte, prima con le formazioni autonome e poi con la I Divisione Garibaldi. Ha preso così parte alla Liberazione di Torino. Nel Dopoguerra ha ripreso, intensamente, l’attività giornalistica, con “l‘Unità” e altre testate, divenendo uno dei pionieri dell’informazione televisiva. È stato, infatti, Direttore del primo Telegiornale Rai. A livello accademico, è stato Docente di Storia della comunicazione e membro del Comitato scientifico dell’Istituto Luigi Sturzo per le ricerche storiche sulla Resistenza. La Resistenza, appunto, la cui difesa ha caratterizzato gli ultimi anni della produzione di Rendina, con la stesura d’un prezioso Dizionario della Resistenza italiana (Riuniti, 1995) e altre sortite dello stesso tenore. Principalmente alla sua figura va il merito di aver traghettato l’Anpi nella contemporaneità. In qualità di Presidente effettivo, e poi onorario, del Cp Anpi di Roma, e di dirigente nazionale, ha permesso il ricambio generazionale, con un impegno instancabile, privo di ogni autocelebrazione o esaltazione dei propri trascorsi. Così lo abbiamo conosciuto noi dell’Anpi di Viterbo, collaborandoci finché gli è stato possibile svolgere attività pubblica. Su tutti spicca di lui il ricordo dell’intervista rilasciata a Giuliano Calisti per il documentario I Volontari dei lager, sui militari italiani internati dai nazisti; un argomento che gli stava particolarmente a cuore. L’intervista veniva rilasciata a seguito delle dichiarazioni dell’allora Ministro della difesa Ignazio La Russa, che accusava gli Internati militari di aver fatto una scelta di comodo. Con argomentazioni assai efficaci, e che resteranno per sempre, Rendina smontava l’illazione pezzo per pezzo. Nel salutare il Comandante Max, facciamo le condoglianze ai familiari, agli amici e a tutto il Cp Anpi di Roma. La Camera ardente sarà allestita lunedì 9 febbraio presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, dalle ore 12.00 alle ore 19.00. I funerali si svolgeranno martedì 10 febbraio alle ore 09.00 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Per volere della famiglia, no fiori ma opere di bene”.

 

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

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