MONTEFIASCONE – Amato falchetto, mentre spensierato, quale specie protetta, sfruttando anche le correnti d’aria, volteggiavi nei limpidi cieli sui boschi che adornano le coste delle colline intorno al lago, in località Monterotondo, nel territorio comunale di Montefiascone, qualche personaggio che conta, pensava alla tua esistenza ed a quella di tutti gli altri animali, ne apprezzava la validità, quindi, per tutelare la sopravvivenza della tua specie, in questi ultimi mesi, istituiva una specifica Associazione di volontari che aveva ed ha, quale compito primario, proprio quello di tutelarti insieme a tante altre specie di animali.

Oggi, aggirandoci per quei boschi, ti abbiamo trovato cadavere appeso ad una pianta; qualcuno, indisturbato, forse ti ha seguito per giorni e, alla fine, ti ha raggiunto con il contenuto delle cartucce del suo fucile. Sei caduto, inerme, tra le spine, nessuno ha fermato quel fucile, nessuno si è preoccupato di vigilare per il bosco onde far si che quella cartuccia non ti raggiungesse, stroncando la tua esistenza.

Qualcuno, ti ha comunque trovato, esanime, amorevolmente ti ha raccolto, e, forse, per darti un’inutile protezione, comunque un pizzico di apparente dignità, ti ha appeso a quel ramoscello ove altri rapaci ti hanno consumato lasciando li, fino ad oggi, le tue vestigia. Povero falchetto! Dov’è chi ti avrebbe dovuto proteggere?! Che senso ha il suo essere?!

Pietro Brigliozzi

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