MONTEFIASCONE – A pochi giorni dalla presentazione di un possibile porto galleggiante sul lago di Bolsena, nel tratto di competenza del comune di Montefiascone, illustrato dall’architetto Aldo Cigolani, le voci più disparate corrono per il colle dei Vulsineo.

Molte le posizioni favorevoli come pure le contrarie, con quest’ultime, in netto vantaggio sulla prime, il tutto esaminato sotto due aspetti principali: uno di ordine ambientalistico naturale, l’altro di stampo prettamente politico amministrativo. Un ‘opera senz’altro da apprezzare nel suo genere ma, difficilmente realizzabile sul lago, il quale, non è così talmente grande da giustificare un’opera del genere che turberebbe notevolmente la naturalità del lago, creerebbe uno squilibrio di naturalità e prospettiva che ora costituiscono una delle principali peculiarità del lago stesso. Guardando il lago dall’alto, dalla Rocca dei Papi, è già immaginabile la turbativa che si verrà a creare; turbativa, che già, alcuni vedono parzialmente accennata dal nuovo porto di Marta.

Nel prospetto dell’opera, infatti, l’illustre progettista, non ha parlato di spazi geometrici, vale a dire, misure; non ha parlato di rapporto tra la grandezza del lago e l’esistenza delle sue isole, equilibri e proporzioni queste, ben fatte dalla natura e che, molto probabilmente, andrebbero compromesse senza escludere che vi sarebbe anche un miscuglio di colori, in quanto, il blocco galleggiante, nelle sue diverse possibili realizzazioni, comporterà la colorazione dei moduli. Colorazioni che potrebbero contrastare con la limpidezza delle acque nel loro classico colore azzurro vivo che si può sempre ammirare. Un progetto che richiede notevoli investimenti di difficile reperibilità; progetto che richiede l’approvazione dei vari settori della Regione, ed anche su questo vi sono delle forti perplessità che la Regione lo condivida, visto che ha già bloccato la realizzazione di un porto ed ha concesso solo piattaforme galleggianti; progetto che richiede adeguate infrastrutture d’adduzione, strade, ferrovia e questa c’è, basterebbe soltanto potenziarla e collegarla con specifici servizi bus con il lago; aeroporto e, su questo, la cecità di gente poco lungimirante, in tempi molto recenti, ha bruciato ogni possibilità di averlo. Chi dovrebbe usare questa struttura, certamente, come lo stesso architetto relatore, Aldo Cigolani, ha sottolineato, non sono ne cittadini di Montefiascone ne cittadini viterbesi, ma turisti di èlite provenienti dalle maggiori città italiane e, soprattutto, dell’estero e questi si muovono in aereo.

Vi è poi la contraddizione politica. Gli assessori, fautori di questo progetto, sono così entusiasti ed aperti verso questa struttura poi, però, si oppongono o non condividono pienamente, l’apertura di una strada, tra la Cassia ed il lago, urgente e necessaria, che tra l’altro, sembra essere sul suolo demaniale, ora occupato da qualcuno al quale, per i motivi più disparanti, ma di facile individuazione, chi di dovere non ha mai detto nulla. Va ricordato che, sul terreno demaniale, non si prendono diritti, non si accampano pretese, non vi sono scadenze per usucapione, anzi si commette un reato nella sua appropriazione. Per proprietà demaniali il codice prevede solo concessioni d’uso con conseguente specifica tassazione; comodato d’uso che è sempre ritrattabile e revocabile, unilateralmente, dallo Stato, qualora sorgessero necessità diverse.

Brigliozzi Pietro

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