VITERBO – “Quando muore un Sindacalista, muore un “compagno”. E non stiamo parlando di ideologie, ma di persone, uomini e donne, con cui si condivide il pane. Il pane delle lotte, della conquista di nuovi diritti, della difesa della democrazia e dei lavoratori. Quel pane fatto anche di quotidiano, con le sue gioie, i suoi saluti e gli addii.

 

Angelo Sambuci (foto) era un “compagno” e la sua morte e’ per la UIL – per tutti noi, per ciascuno di noi che ha avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane e sindacali – un fatto doloroso e straziante. La notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto ascoltare o leggere. Un lutto che rappresenta una perdita tragica per tutto il mondo sindacale viterbese.

 

Ci ha colto alla sprovvista. E’ stato tutto così rapido e improvviso. In pochissimo tempo se ne è andato uno dei più grandi sindacalisti che l’Unione Italiana del Lavoro abbia mai avuto. Un figura centrale nella storia della Uil Sanità prima e della Uil Federazione Poteri Locali poi. Due categorie, così come tutta la Camera sindacale, che devono moltissimo, se non tutto, ad Angelo Sambuci. Un uomo mite e gentile al servizio dei lavoratori, un pilastro, una colonna per tutti quanti noi. Straordinario il suo impegno, fino all’ultimo, fino alle ultimissime elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie.

 

In questo momento di grande e profondo dolore, la Uil tutta si stringe attorno alla famiglia con le più sentite condoglianze per la scomparsa di Angelo. La Uil abbraccia la moglie e i figli come propri familiari. La Uil tutta saluta Angelo Sambuci come uno dei suoi figli migliori, tenendone alto il ricordo e proseguendo il proprio lavoro lungo la strada tracciata dal suo esempio e dai suoi insegnamenti”.

 

Giancarlo Turchetti
Segretario Generale UIL Viterbo

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