VITERBO – “Illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata“: i Carabinieri del Comando per la Tutela della salute (Nas) stanno eseguendo 78 decreti di perquisizione e sequestro in diverse province dal Nord al Sud Italia, un’indagine, denominata ‘Lio’ e condotta dal Nas di Perugia. L’operazione è condotta nelle provincie di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L’Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo. Carne bovina infetta ma con il marchio di qualità. Per fortuna mai arrivata sulle tavole degli italianI, la carne di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata per un valore di circa 4 milioni di euro.

 

L’operazione riguarda non solo il capoluogo umbro, ma anche altre 21 province in 12 regioni d’Italia: Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L’Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo. Il comandante dei Nas Marco Vetrulli ha rassicurato sul pericolo contagio, scongiurato dalla cottura o dal congelamento della carne. Dagli accertamenti è emerso che venivano vendute come pregiate, talvolta anche chianine, ma invece di altre razze.

 

I militari sono riusciti a operare perchè hanno individuato la filiera dei trasferimenti dei bovini da una regione all’altra. Dopo i primi 500 capi abbattuti sono ora in corso accertamenti sanitari su altri 100 animali rintracciati con la documentazione risultata irregolare. Ai carabinieri del NAS il plauso del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e delle associazioni di categoria. La prima fase dell’indagine ha portato alla scoperta di un traffico illecito di bovini colpiti da malattie infettive alcune trasmissibili all’uomo. Gli animali, nati in aziende dell’Italia meridionale e insulare, venivano avviati alla macellazione grazie all’intermediazione di due aziende, una del perugino e l’altra in provincia di Arezzo, nonchè di allevatori e medici veterinari che riuscivano a far eludere i controlli sanitari facendo apparire sani i bovini. Al termine della prima fase nel 2013 sono state sequestrate 4 aziende agricole e 500 bovini vivi che sono stati abbattuti e distrutti, per un valore commerciale di due milioni e mezzo di euro. Nella seconda fase delle indagini i militari del NAS minuziose organizzazione criminale in cui erano a vario titolo coinvolti 56 allevatori, 3 autotrasportatori e 6 medici veterinari delle Asl del centro­sud (Perugia, Arezzo, L’Aquila, Foggia, Potenza e Matera) dediti alla falsificazione di passaporti e marche auricolari.

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