E’ stato arrestato nel cuore della notte, mentre dormiva con la moglie e il figlio nella sua casa nel centro di Blera, N.B., un 52enne palermitano, ma da anni residente nel Viterbese.

Dall’alba di ieri è rinchiuso nel carcere di Mammagialla, dopo che i Carabinieri del nucleo investigativo di Palermo e di Viterbo gli hanno messo le manette ai polsi. L’uomo  è stato fermato insieme ad altre 45 persone nell’ambito dell’operazione che ha “documentato la ricostruzione della nuova commissione provinciale di Palermo”. Ovvero, la Cupola 2.0 di Cosa Nostra. Per gli inquirenti sarebbe un “affiliato alla famiglia mafiosa di Misilmeri”, comune di 30mila abitanti in provincia di Palermo.

L’indagine ha colpito i mandamenti mafiosi di Pagliarelli, Porta Nuova, Villabate e Belmonte Mezzagno. Ma ha anche sventato l’omicidio di un pregiudicato di Villabate, che avrebbe eseguito furti ed estorsioni senza l’autorizzazione di Cosa Nostra, e ha permesso all’Arma di documentare 28 estorsioni nei confronti di commercianti e imprenditori operanti soprattutto nell’edilizia. “Il pizzo – evidenzia il comandate provinciale dei Carabinieri di Palermo, Antonio De Stasio – è ancora un elemento distintivo nell’attività di Cosa Nostra.

Tra i 46 fermati ci sono quattro capi mandamento, dieci tra capi famiglia, capi decina e consiglieri e trenta uomini d’onore. A vario titolo, sono accusati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio e concorso esterno in associazione mafiosa.

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