VITERBO – Gli agenti della 3^ sezione della Squadra Mobile della Polizia di Stato della Questura di Viterbo alle prime luci dell’alba di oggi hanno dato esecuzione a 7 misure di custodia cautelare, relative ad un’indagine che ha interessato altrettanti individui responsabili di reati contro il patrimonio quali il furto con destrezza in esercizi commerciali, sottrazione ed uso di carte di credito rubate, furto di borse con documenti e contanti in auto parcheggiate per mezzo della rottura di finestrini. In particolare a sei di questi è stata notificata un ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre ad un’altra indagata la misura dell’obbligo di dimora.

 

L’arresto dei componenti di quella che potremmo definire un’impropria banda di malviventi, derivano da un’articolata attività investigativa iniziata negli scorsi mesi e condotta dalla locale Squadra Mobile. L’ indagine che è stata coordinata dal dottor Pacifici della Procura della Repubblica di Viterbo, per giungere alla conclusione ha richiesto numerosi servizi di pedinamento e osservazione a distanza, su soggetti dediti alla commissioni di reati contro il patrimonio, attivi nel centro cittadino ed in alcune località della provincia viterbese. Soggetti tutti imparentati tra loro, discendenti da storiche famiglie di giostrai viterbesi, di origine nomade. In particolare gli indagati avevano messo in piedi un’efficace attività delinquenziale, finalizzata a commettere furti su auto e negli esercizi commerciali.

 

Con una precisa divisione di compiti, attuando un controllo capillare del territorio, dopo aver seguito le vittime, previa effrazione si impossessavano delle borse lasciate incustodite nelle auto. Parallelamente, entravano in diversi esercizi commerciali, e dopo aver distratto i gestori, si impossessavano dei portafogli o del contenuto delle casse. Si accertava anche l’indebito utilizzo di carte di pagamento (bancomat e carte di credito) in quanto in diverse occasioni le vittime avevano lasciato il codice “pin” tra gli effetti personali che veniva utilizzato per realizzare illeciti prelievi di somme di danaro. Nella fase finale delle indagini, venivano realizzati diversi riconoscimenti fotografici e acquisiti diversi filmati di sistemi di videosorveglianza che fornivano ulteriori riscontri per accertare la responsabilità penale degli indagati.

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (1)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (2)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (3)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (4)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (5)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (7)

 

Foto G de Zanet -Arresti Questura (8)

 

Foto G de Zanet - Questore e Zampaglione

 

Foto-G-de-Zanet-Squadra-Mobile

 

 

 

 

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