Salvatore Serra

ISCHIA DI CASTRO – “Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per lo spegnimento del grande incendio che ha colpito i territori di Ischia di Castro e Farnese. Vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno voluto dare una mano”.

A parlare è il sindaco di Ischia di Castro, Salvatore Serra, che ha seguito attimo per attimo l’evolversi della situazione dell’incendio, divampato nel primo pomeriggio del 28 agosto, e che ha bruciato centinaia di ettari di bosco tra i territori di Ischia di Castro e Farnese.

“Alla centrale operativa di Roma avevamo chiesto subito un mezzo aereo – continua il primo cittadino di Ischia di Castro – ma nel pomeriggio del 28 agosto tutti i mezzi erano già impegnati in altre operazioni sul territorio regionale. Siamo stati costretti, fino alla mattina del 29, a basarci sui mezzi locali. Il lavoro dei vigili del fuoco e delle Protezioni civili comunali, che hanno coadiuvato quella di Ischia di Castro, è stato encomiabile. Così come quello dei Carabinieri e della Polizia locale di Ischia, sempre attivi fino alla fine dell’emergenza. Un grazie particolare da parte mia e di tutto il mio paese va al viceprefetto D.ssa Immacolata Amalfitano, che ha dato da subito la massima disponibilità per gli interventi diretti e il supporto generale alle attività di spegnimento , messa in sicurezza e bonifica dei siti andati a fuoco”.

Il Comune di Ischia di Castro, tra l’altro, ha subito pubblicato un avviso con il quale ha invitato i cittadini colpiti dagli effetti dell’incendio sulle colture e i fabbricati a recarsi all’Ufficio tecnico comunale per denunciare le superfici e la tipologia di colture danneggiate. Un atto concreto per essere vicini ai residenti vessati dal rogo, spento solo dopo oltre 24 ore di lavoro incessante.

“Siamo vicini a chi è stato colpito dall’incendio – conclude il sindaco di Ischia di Castro, Salvatore Serra – e speriamo che vengano meno, nel prossimo futuro, gesti così sconsiderati che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica e danneggiano in modo grave l’economia di chi ha attività agricole e produttive locali”.

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