L’ordinanza dell’Assessorato ai Lavori pubblici manda in tilt il traffico veicolare

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Raccapricciante e vergognosa. Non si può definire diversamente la viabilità della città di Viterbo, la cui gestione, negli ultimi mesi, ha raggiunto un grado di insensatezza talmente elevato da non poter essere nemmeno definibile.

 

A farne le spese, come al solito, i cittadini, quelli che quotidianamente si alzano di buon mattino per andare a lavorare e che, la sera, una volta usciti dai propri uffici, anziché recarsi subito verso casa sono costretti a trascorrere minuti e minuti nelle proprie auto, in attesa che la matassa del traffico si sbrogli in maniera naturale.

 

Che Viterbo abbia una viabilità al rallentatore, soprattutto nelle ore di punta (7.30-8.30, 12.30-14, e 18-19) lo sanno persino le mura che la circondano, non fosse altro per la notevole quantità di smog che le avvolge a causa delle lunghe code che si creano sistematicamente ai semafori.

 

Ma se a quella che già di per sé risulta essere una situazione critica, si aggiungono i discutibili provvedimenti dell’amministrazione comunale, ecco che la viabilità cittadina, da fortemente rallentata, diviene drammaticamente paralizzata.

 

A cosa ci riferiamo? Beh, chi martedì era alla guida della propria auto nelle suddette ore di punta sa perfettamente di cosa stiamo parlando.

 

Oltre mezzora per percorrere la strada Teverina e viale Baracca in direzione del centro; 20 minuti per raggiungere Viterbo dalla frazione di La Quercia. Quasi 30 minuti per attraversare via della Palazzina e piazzale Gramsci.

 

Questa, in estrema sintesi, la situazione venutasi a creare nel capoluogo della Tuscia, a cui la Polizia locale (già sotto organico), ha cercato di porre rimedio dirigendo un traffico al limite dello stagnante.

 

Ma cosa ha generato una simile paralisi al traffico veicolare? La risposta è la seguente: chiusura della Circonvallazione Almirante all’altezza dell’uscita per l’Ellera, in direzione via Genova.

 

Come qualcuno ricorderà, nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale aveva comunicato che “in via Genova, a partire dalle ore 7 del 10 febbraio, e fino al termine dei lavori, per consentire la realizzazione di un collettore fognario, si rende necessario istituire il senso unico a salire, tra l’incrocio con via Belluno e la rotatoria della tangenziale Almirante”.

 

Geniale, non trovate? Per la riparazione di un collettore fognario si manda allegramente in tilt un’intera città.

 

Non sarebbe stato invece più opportuno individuare delle fasce orarie di lavoro tali da non produrre un così veemente impatto sul traffico, anziché chiudere sic et simpliciter la viabilità?

 

No, forse tutto ciò era troppo difficoltoso.

 

Fatto sta che, essendo il suddetto tratto della circonvallazione interdetto al traffico, le automobili non hanno potuto far altro che deviare verso le strade circostanti, chiaramente inadatte a ricevere un flusso di tale portata.

 

Il risultato è stato quello descritto in apertura: caos più totale.

 

Le situazioni più critiche si sono registrate in via Gorizia (di fatto ostruita a causa di macchine parcheggiate ai lati e di lavori in corso sulla sede stradale) e, soprattutto, all’altezza del passaggio a livello, luogo in cui si sono vissuti attimi di panico allo stato puro intorno alle 18.30, nel momento in cui un autobus del Cotral diretto a Celleno, a causa del gran traffico, è rimasto intrappolato sotto le sbarre (in quel momento in fase di abbassamento per consentire il passaggio del treno).

 

Ora ci domandiamo. E’ possibile che l’Assessorato ai Lavori pubblici non abbia pensato che chiudere totalmente l’ingresso in via Genova dalla circonvallazione avrebbe fatto impazzire il traffico cittadino? Evidentemente no.

 

“Stiamo lavorando per trasformare la città”, si ostinano a ripetere trionfalmente (e forse ad occhi chiusi) alcuni componenti della giunta Michelini.

 

Resta solo da capire se in meglio (ne dubitiamo) o in peggio, come invece risulta ai più.

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