Michelini si confronta con i dipendenti Talete

VITERBO – I lavoratori e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Ugl e Fialc-Cisal dichiarano lo sciopero di otto ore di tutte le prestazioni lavorative dell’azienda Talete e la manifestazione presso la sede della Regione Lazio per il 27 febbraio 2015. Annunciano anche lo stato di agitazione dal 12 febbraio al 12 marzo 2015.

 

La decisione, derivante dall’esito negativo delle procedure di raffreddamento chieste dai sindacati al Prefetto di Viterbo il 3 febbraio 2015, scaturisce dalla drammatica situazione che si è creata all’interno dell’azienda, derivante dalla mancata ricapitalizzazione delle risorse da parte della Provincia di Viterbo e dei Comuni soci di Talete. Tale situazione ha creato incertezza tra i lavoratori, che rischiano di non percepire il salario, mettendo a rischio il posto di lavoro ma anche la qualità e la corretta funzionalità di erogazione del servizio idrico integrato.

 

Oggi 15.30 è in programma una prima protesta dei lavoratori nel corso del consiglio comunale aperto a Viterbo. “La conseguenza di quanto sta avvenendo non poteva che essere lo sciopero e la manifestazione – ha tenuto a dire il segretario della Filctem Cgil Valentino Vargas – con queste azioni vogliamo richiamare alle loro responsabilità la classe politica, che governa questo territorio, che fino ad oggi non ha saputo e voluto risolvere i problemi della gestione idrica nella Tuscia. Si sta rischiando di lasciare senza acqua intere comunità, per mancanza di materiali”.

 

I sindacati ribadiscono che sono necessari impegni concreti da parte dei Soci dell’Ente Gestore Talete nonché della Regione Lazio per garantire le risorse economiche necessarie alla realizzazione del progetto di risanamento approvato dai soci stessi (PARCA). Il progetto è finalizzato a garantire una corretta erogazione del servizio idrico integrato e una corretta corresponsione del salario ai lavoratori, situazioni che oggi sono entrambi a rischio.

 

La manifestazione sotto la Regione Lazio ha un motivo ben preciso: “E’ l’ente che può svolgere un ruolo attivo- ha proseguito Vargas – per risolvere gli annosi problemi intorno a quest’azienda. Vogliono sollecitarla ad entrare nel merito della questione con impegni anche finanziari per sostenere un Ato debole anche per l’assenza di alcuni comuni del viterbese e per sopperire all’inefficienza di politici viterbesi”. La Talate, che rischia di perdere anche il presidente Stefano Bonori. “I 150 dipendenti – hanno fatto notare i sindacalisti – hanno deciso di incrociare le braccia per salvaguardare gli interessi dell’utenza e chiedono un supporto a questa lotta di civiltà da parte dei cittadini”.

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