VITERBO – Una violenta scossa di terremoto, la più forte mai riscontrata dal 1980 ad oggi, è stata avvertita domenica mattina, alle ore 7.40, a Viterbo e in tutta la Tuscia.

L’evento sismico in atto tra Umbria e Marche si è infatti nuovamente riproposto in tutta la sua violenza, stavolta con una scossa che, secondo quanto riportato dalla Protezione Civile, si è attestato a 6.5 gradi della scala Richter.

Un dato, quest’ultimo, in continuo aggiornamento. Inizialmente si era addirittura parlato di 7.1 gradi; successivamente, però, il dato è stato ricalcolato a 6.1 per poi stabilizzarsi a 6.5.

L’epicentro pare sia stato identificato tra Norcia e Castel Sant’Angelo sul Nera.

Tanta paura tra la gente, che in questa domenica mattina si è svegliata con letti, armadi e lampadari tremanti e con la terra che, mai come oggi, aveva vibrato in maniera così distinta nel corso degli ultimi eventi sismici registrati nelle vicinanze.

Numerose le richieste giunte ai Vigili del fuoco in merito a verifiche per crepe e lesioni nelle abitazioni di tutta la provincia.

Non sembrano ci siano danni gravi e, per fortuna, neanche feriti. In centrale si è raddoppiato il turno, mentre è partito il personale di colonna mobile (9 persone) in direzione Norcia. La situazione è ancora in evoluzione.

Come per il sisma dello scorso agosto, si registra in ogni caso estrema difficoltà a raggiungere i centri abitati, a causa delle strade interrotte e non percorribili.

In merito ai soccorsi nella zona del sisma, è terminato alle 17 il lavoro degli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sul posto dalle prime ore dopo il sisma erano arrivati, via terra e con gli elicottero, oltre cento tecnici provenienti da Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise. Inviati tramite elicottero anche unità cinofile e personale sanitario del CNSAS.

Il lavoro del Soccorso Alpino e Speleologico, in accordo con il Dipartimento di Protezione Civile, è terminato da poco, accertato che non risultano persone sotto le macerie nei paesi coinvolti.

Durante l’attività sono stati portati viveri a persone nei paesi isolati, controllando nel contempo se ci fossero situazioni di rischio sanitario per la popolazione. Raggiunte anche numerose aziende agricole. Con un elicottero AW 412 messo a disposizione dalla Guardia Costiera e con uomini CNSAS a bordo è stato sorvolato Castelluccio di Norcia e San Pellegrino di Norcia, controllando oltre alle abitazioni private anche lo stato delle linee elettriche, vittime di numerosi danneggiamenti.

Un secondo elicottero della Guardia di Finanza, sempre con personale del Soccorso Alpino e Speleologico a bordo, ha portato viveri a Castelluccio di Norcia. Senza l’elicottero sarebbe stato impossibile raggiungere le piccole frazioni isolate: la viabilità è fortemente compromessa in tutta la zona e rinnoviamo agli operatori della stampa la richiesta ai cittadini di non impegnare in nessun caso la viabilità nelle zone colpite dal sisma e di liberare le vie d’accesso e di uscita dai paesi crollati dell’Italia centrale.

Terminate le operazioni il Soccorso Alpino e Speleologico sta lasciando la provincia di Perugia: a Norcia – in accordo con il DPC – resterà comunque un nucleo di prima emergenza di una ventina di persone, utilizzabile per ulteriori sopralluoghi in aree impervie o montane.