VITERBO – “ Viterbo, con la morte di Bruno Cappellaro, Angelo Sambuci e Giuseppe Faraglia, ha perso dei grandi esempi per la comunità cittadina. Ho avuto il privilegio di conoscere Bruno Cappellaro di persona, negli anni Novanta. Bruno proveniva infatti, come molti altri facchini e come il sottoscritto, dal mondo dell’agricoltura.

 

Nonostante esperienze sindacali diverse, di lui ho sempre potuto apprezzare la forza nel portare avanti i propri ideali, in coerenza con una precisa militanza politica, e il grande rispetto che pure nutriva per quelli altrui. Grazie al suo appassionato impegno é stato costituito il Centro sociale di Castel d’Asso. Se la sua solidarietà sociale è testimoniata dall’impegno -premiato con riconoscimenti importanti- nell’AVIS, la sua passione civica è testimoniata dai tanti anni di fatica condivisa, con gli altri facchini, sotto la Macchina di Santa Rosa.

 

Anche Angelo Sambuci proveniva dal mondo del sindacato. Anche con lui ho avuto il piacere di confrontarmi direttamente, prima in campagna elettorale e poi nei tavoli in Prefettura, sui temi della sanità, di cui era esperto conoscitore. Era un uomo fortemente attaccato al suo sindacato, che ha sempre dimostrato una grande capacità di dialogo con gli altri attori sindacali e con le istituzioni. Di lui mi ha sempre colpito la passione nel difendere i diritti dei lavoratori, ma anche la moderazione nell’esposizione delle sue ragioni. Un uomo di buon senso. Il generale Giuseppe Faraglia non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma il suo ruolo nell’Aves ne garantisce certamente il rigore morale e il senso di sacrificio che l’Aviazione dell’Esercito ben conosce. Ai familiari di Bruno Cappellaro, Angelo Sambuci e Giuseppe Faraglia vanno le mie più sentite condoglianze”.

 

Leonardo Michelini (foto)
Sindaco di Viterbo

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