Barbara Bianchi

 

VITERBO – Tutto congelato per il processo Gigli-Birindelli. Tutto fermo almeno fino al 10 luglio prossimo. Almeno fino alla decisione della Cassazione, che dovrà esprimersi in merito all’istanza di remissione del tribunale, presentata dallo stesso Ugo Gigli. Un provvedimento, la cui competenza spetta al tribunale romano, e che blocca, ancora una volta, le udienze di fronte al Gup Fanti.

 

Il processo per diffamazione, falso materiale, calunnia, abuso d’ufficio e soppressione di documenti, a carico di Ugo Gigli e che vede l’ingegnera Angela Birindelli parte offesa, ruota attorno a fatti risalenti al periodo 2008/2010. Nello specifico agli incarichi esterni che la Birindelli, dipendente ATER, assunse. Se dopo aver messo al corrente la direzione dell’azienda o meno, è tutto da chiarire. Secondo l’ipotesi dell’accusa si. Di tutt’altro avviso la difesa di Gigli, che reputa false le firme sui documenti di autorizzazione agli incarichi.

 

Si sblocca intanto il processo civile davanti al Giudice del Lavoro: questa mattina è stata sciolta la riserva sulla richiesta dell’ex dirigente ATER di essere reintegrato al vertice dell’azienda. “Il fumus c’è, ma non c’è urgenza”,ha sintetizzato l’avvocato della difesa, Valentini, alquanto fiducioso. “Pronunciandosi, il Giudice Damiani ha dato fondatezza alle motivazioni delle nostre richieste”.

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