VITERBO – Le cronache di questi giorni ci parlano dello stop forzato al presidio VVF diurno a Tarquinia. Dalla Regione Lazio non è arrivato alcun segnale di conforto, ed i Vigili del Fuoco hanno dovuto fermarsi in attesa di un (a questo punto speriamo) rinnovo di convenzione.

 

Non vorremmo che la giunta Regionale voglia abbandonare l’intera popolazione del litorale viterbese senza una presenza fissa dei professionisti del soccorso, e sperare che i contribuenti si accontentino della volontà dei singoli che capitano sugli scenari di soccorso casualmente!

 

Per noi la presenza di VVF nella zona dovrebbe essere addirittura “h24” e di questo chiediamo al Presidente Zingaretti un incontro per discutere della proposta. Per di più dalle tabelle inviateci in questi ultimi anni, riguardanti le proposte di modifica delle dotazioni organiche dei VVF, si conferma purtroppo la scarsa attenzione del Dipartimento Vigili del Fuoco anche riguardo il resto della provincia di Viterbo.

 
Data la peculiarità del territorio (2 bacini lacustri tra i più grandi in Italia, bacino costiero con enormi flussi nell’arco dell’anno di traffico commerciale e turistico, orografia del territorio ad elevato rischio alluvionale le ultime eclatanti nel 2012, presenza nella parte orientale di autostrada del sole e linea principale ferroviaria con gallerie di 10 km tanto per citare alcuni punti di criticità) riteniamo opportuno rivedere al rialzo le dotazioni organiche perlomeno del distaccamento VVF di Civita Castellana, dalla proposta attuale di SD2 a quella più reale di SD4 ovvero dall’attuale mono-partenza alla configurazione partenza più mezzo di supporto (5 unità VF più 2 VF di supporto con autoscala) .

 
Questo sarebbe il primo passo per rendere giustizia alla mole di lavoro svolto fino ad ora dai lavoratori VVF della provincia, che dati alla mano, negli ultimi anni si attesta sempre tra le prime in Italia nella graduatoria di interventi pro capite per VVF.

 
Riteniamo utile sottolineare la criticità della galleria ferroviaria Gallese-Orte (10 km) e Castiglione in teverina (5 km), prossimamente con l’assegnazione di un mezzo bimodale, Civita Castellana “monopartenza” con una zona di competenza che supera abbondantemente 1 ora di percorrenza da un estremo all’altro,non può che essere aumentata di categoria.

 
Ma il bersaglio principale dei tagli ai VVF di Viterbo è la soppressione del nucleo sommozzatori, che dagli anni 70/80, fino ad oggi ha scritto la storia del soccorso subacqueo in tutta la penisola. Tale nucleo copre anche l’intera regione Umbria, e la sua soppressione mette la popolazione delle nostre zone ancora di più allo scoperto in caso di alluvioni nei casi peggiori, ma anche nei più ordinari scenari di soccorso alle persone animali e cose, in caso di cadute in fiumi torrenti o laghi, che di certo non mancano in questo territorio. Questa è la sconfortante realtà dei VVF di Viterbo, tanto dovuto per informazione alla popolazione”.

 

Emiliano Salcini
USB Vigili del Fuoco Viterbo

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