VITERBO – Se in molti hanno pensato che il capitolo A.S. Viterbese Calcio fosse roba ormai sepolta e appartenente al passato si sbagliavano di grosso. La Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Stefano D’Arma, ha concluso una indagine sulla società calcistica durato parecchi mesi, che vede indagati diversi dirigenti ritenuti per un verso o per un altro responsabili di evasione fiscale IVA e IRES, per un ammontare complessivo di circa 500mila euro.

 

Le indagini complesse sono state portate avanti nel più stretto riserbo e nulla, fino a oggi, era trapelato. Ora gli indagati, tramite i rispettivi legali, nel lasso di tempo di circa 20 giorni previsto dalla legge dovranno presentare una memoria difensiva con la eventuale documentazione, che possa chiarire in toto o in parte i carichi di responsabilità. Chi degli indagati ritiene di essere estraneo ai fatti contestati dalla Procura della Repubblica di Viterbo potrà chiedere di essere sentito presentandosi spontaneamente dal magistrato inquirente.

 

Le Fiamme Gialle avrebbero spulciato contratti e controllato fatture di numerose società, viterbesi e non, che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con l’A.S. Viterbese Calcio negli ultimi anni di vita, verso cui hanno emesso fatture. Ora si comprende perché il presidente Camilli, che non è uno sprovveduto, non è voluto subentrare alla vecchia società creando la Viterbese-Castrense, onde evitare qualsiasi equivoco.

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