I finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo, in esecuzione di apposita delega emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria nr. 6 soggetti, a vario titolo ed in concorso tra loro, per i reati di abusiva attività finanziaria di cui all’art. 132 del Testo Unico Bancario (L. 385/93), truffa aggravata ai danni dello Stato o altro Ente pubblico (Art. 640, 2 comma, c.p.), sostituzione di persona (art. 494 c.p.).

L’attività prendeva avvio dall’esame di polizze fideiussorie, presentate – a garanzia della propria solvibilità per le operazioni da autorizzare – presso la Provincia di Viterbo da un’azienda operante nel settore dei rifiuti, insistente nel territorio di Onano (VT).

A seguito di apposita delega richiesta all’A.G., venivano effettuate attività di perquisizione nei confronti della ditta presentatrice e della ditta emittente le polizze, oltreché nei confronti dei principali intermediari della vicenda.

L’attività di polizia giudiziaria permetteva, inoltre, di acclarare un ingegnoso schema di truffa messo in atto dagli amministratori “occulti” della predetta società su tutto il territorio nazionale, attraverso l’illegale ausilio di broker assicurativi compiacenti, incaricati di procacciare i clienti finali.

Rimangono ancora al vaglio ed alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria, una serie di indicazioni fornite dagli operanti, legate ad ulteriori fattispecie delittuose commesse dai soggetti in parola.

L’odierna attività di indagine, connotata da elevato tecnicismo ed espletata in parte anche in fase di lockdown, pur con tutte le difficoltà legate alle restrizioni imposte da tale momento storico, conferma l’attenzione – sempre alta – da parte della Guardia di Finanza, a fenomeni strutturati che ledono gli interessi economici e finanziari dell’intera comunità, ponendola in prima linea in materia di lotta all’evasione e non solo.