La Polizia di Stato  ha concluso, nella giornata odierna, un’importante  indagine di riciclaggio di autoveicoli, che ha portato all’arresto  di un trentaduenne, con origini campane, ed alla denuncia in stato di libertà, e conseguente sottoposizione alla misura cautelare interdittiva del divieto di esercizio di attività d’impresa, di in quarantaduenne, quest’ultimo titolare di una concessionaria automobilistica plurimarche della provincia di Viterbo.

L’indagine, diretta dal Sostituto Procuratore dr.ssa Chiara CAPEZZUTO, ha impegnato gli uomini della Squadra Giudiziaria della Sezione  Polizia Stradale di Viterbo, coordinati dal Comandante dr. Gian Luca PORRONI, per più di un anno ed è culminata con l’esecuzione delle due misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo.

Un traffico illecito su “larga scala”, quello scoperto dalla Polizia Stradale, che andava avanti già dal 2018 e si era radicato sull’intero territorio nazionale: tale “attività illegale”  assicurava ai partecipi  introiti così consistenti da diventare, per questi, una vera e propria “professione”, stabile, esclusiva ed altamente redditizia.

Prezioso è stato il raccordo investigativo e la collaborazione dei reparti di Polizia Stradale di Modena, Udine, Pescara, Siena, con i quali gli investigatori viterbesi hanno interagito al fine di rintracciare veicoli. L’attività ha consentito di sequestrare sul territorio viterbese 12 autovetture, restituite ai legittimi proprietari, e di individuarne altrettante, oltre a  documentazione falsa utilizzata per riciclare i veicoli rubati.

Ad essere prese di mira, quasi sempre, vetture di media cilindrata, rubate, nella maggior parte dei casi, nel napoletano e rivendute, attraverso il concessionario viterbese, ad ignari acquirenti a carico dei quali è stato poi operato il sequestro.

Il modus operandi attuato dal gruppo criminale è risultato il frutto di una collaudata esperienza criminale nel settore e di una profonda conoscenza delle operazioni di   “nazionalizzazione” dei veicoli provenienti dall’estero: una procedura con la quale sono stati “ riciclati” la maggior parte dei veicoli individuati.

In sostanza, i veicoli rubati sul territorio italiano venivano nuovamente posti in circolazione dopo la modifica dei numeri di telaio oggetto di ricerca,  con  quelli appartenenti a medesimi veicoli “ regolari” circolanti in altre nazione, creando di fatto i c.d.  “CLONI”.

In altri casi, venivano utilizzati targhe e documenti di circolazione pertinenti veicoli sinistrati e non più idonei alla circolazione, che venivano apposti, come nel caso precedente, sui mezzi rubati dopo averne curato cancellazione del telaio originale, al fine di renderne impossibile l’identificazione.

Il valore dei veicoli sequestrati è superiore ai 300 mila euro.

Nel corso dell’operazione, è stata anche sventata una truffa ai danni di una compagnia assicurativa, alla quale uno dei due soggetti aveva richiesto un indebito risarcimento danni per un furto, in realtà, mai subito.

Un’attività investigativa di alto valore “specialistico” quella svolta dagli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria, come sottolineato dal Comandante della Stradale di Viterbo,  “che ha portato a disarticolare un vasto traffico di veicoli di provenienza delittuosa, che aveva a Viterbo il suo baricentro logistico”.