VITERBO – Sabato 14 Febbraio una cittadina viterbese si è recata a Roma al mattino ed ha poi pianificato il suo ritorno in città alle ore 17.32 con un diretto Ostiense – Viterbo Porta Fiorentina. “Il treno – racconta Sara Quadrelli – per ben due volte si è fermato in piena campagna per diversi minuti a luci spente, lasciandoci poi definitivamente a Cesano dove con una comunicazione gridata dal marciapiede e senza scuse per il disagio si invitavano i passeggeri a scendere e aspettare la coincidenza di un altro treno. Il viaggio è durato due ore e mezza, con un ritardo di quasi un’ora che nessuno ha scusato! Ho pagato il biglietto, non ho preso la macchina per scelta ecologica, ma la rabbia per non essere stata rispettata, oltre al disagio di aver mancato per ritardo alcuni impegni personali, mi spingerà la prossima volta a fare scelte diverese. Non saremmo arrivati puntuali, d’accordo, ma in un paese civile una buona comunicazione mi avrebbe aiutata a mitigare il disappunto! Forse è tempo che su questa linea ferroviaria, che ci taglia ancor più lontani dal mondo rispetto a quanto giò siamo, ci si ragioni una volta per tutte”.

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